Il gestore etneo si troverà davanti a due anni difficili, non soltanto per i noti motivi tecnici e logistici, ma anche per il complicato – a dir poco – rapporto dei cittadini siracusani con i mezzi pubblici, utilizzati storicamente più per fare battute che per circolare in città.
La conferenza stampa di oggi, alla presenza del sindaco Italia, degli assessori Enzo Pantano e Pierpaolo Coppa e dei dirigenti Emanuele Fortunato e Jose Amato, ha ufficializzato dunque l’auspicato cambio di gestore, vista tra l’altro la precaria condizione dell’Azienda Siciliana Trasporti che per anni (non) ha servito la città.
Oggi verrà firmato l’affidamento: la Regione metterà a disposizione 4,2 milioni di euro e il Comune 300 mila euro l’anno per i prossimi due.
In effetti, le cose che più hanno funzionato in questi ultimi anni sono state le cosiddette “navette”, prima quelle elettriche attivate da Garozzo (e poi smantellate da Italia) e poi quelle “estive” messe a disposizione lo scorso anno per raggiungere Ortigia da via Von Platen e dai Pantanelli; per il resto, come dicono le statistiche, la capienza media dei pochi mezzi disponibili è del 10%, un dato evidentemente destinato a spaventare qualunque gestore, tranne la Sais.
Dal 17 aprile diremo dunque addio alla vecchia livrea con la scritta “AST” anche sui sette autobus attualmente utilizzati dallo storico gestore, grazie alla Regione Siciliana, ai quali si aggiungeranno i due al momento “ai box” in possesso del comune. Terminata la fase di “transizione”, da maggio invece dovremmo poter vedere circolare lo strabiliante numero di 19 mezzi in città, alcuni ordinari mentre altri, destinati alle viuzze di Ortigia, di misura ridotta.
Il biglietto costerà 1,50 euro per 90 minuti, 30 euro l’abbonamento mensile, 300 euro quello annuale con sconti per anziani e studenti. I tempi di attesa sono stimati in circa 21 minuti, grazie al lavoro della società “Tau Engineering”.
La sfida sarà a questo punto convincere i siracusani a lasciare le amate auto per salire su questi mezzi e per farlo servirà ottimizzare orari, parcheggi scambiatori e fermate, oltre ad una campagna di sensibilizzazione magari incentrata sui temi ambientali e del risparmio, sia energetico ma anche economico.
Soltanto così, forse, il trauma da distacco con l’automobile si potrà con il tempo attutire.












