Approvato all’unanimità l’atto che impegna il Comune a pagare direttamente i netturbini in caso di inadempienza. Tensione con i lavoratori presenti: l’ex consigliere Favara chiede garanzie sui diritti acquisiti
Una seduta consiliare ad alta tensione, convocata d’urgenza per fare luce su uno dei passaggi più delicati per la vita della città: il cambio di gestione del servizio di igiene urbana. Ieri sera, 28 gennaio 2026, il Consiglio Comunale di Siracusa ha affrontato il “caso” della cessione del ramo d’azienda da TEK.R.A. S.r.l. alla neo costituita RIS.AM S.r.l.
L’iniziativa, partita dai consiglieri di opposizione (Alessandra Barbone, Cosimo Burti, Paolo Cavallaro, Damiano De Simone, Angelo Greco, Salvatore La Runa, Leandro Marino, Massimo Milazzo, Paolo Romano, Sara Zappulla), ha portato a un primo risultato concreto a tutela dei lavoratori, ma ha anche scoperchiato una serie di incognite sulla nuova ditta.
Il primo dato politico è l’approvazione unanime di un deliberato che impegna il Comune di Siracusa, in qualità di stazione appaltante, a pagare direttamente le retribuzioni dei dipendenti in caso di inadempimento dell’appaltatore. «È un passo importante per il quale esprimiamo soddisfazione – dichiarano i consiglieri di minoranza – ma ovviamente non basta a dissipare le incognite su questa precipitosa vicenda».
La seduta è stata segnata dalla presenza massiccia e preoccupata dei dipendenti della TEK.R.A. e dei rappresentanti sindacali. Durante i lavori non sono mancati momenti di contestazione, culminati con l’intervento di un rappresentante indicato dai lavoratori: l’ex consigliere comunale Gaetano Favara. Favara ha preso la parola chiedendo all’aula un atto di responsabilità politica preciso: garantire che, in questo passaggio di consegne “al buio”, siano blindati i diritti acquisiti dei lavoratori, evitando che il cambio di casacca si traduca in perdite salariali o normative.
Le preoccupazioni dell’opposizione si concentrano sulla solidità della subentrante. Dagli atti emerge che la società cessionaria, RIS.AM. S.r.l., risulta costituita appena nell’aprile 2025 ed è rimasta inoperativa fino ad ora. «Non possiede proprie attrezzature e risorse umane – denunciano i consiglieri – e soprattutto ha un capitale sociale modesto, di appena 20.000 euro, che renderà difficili gli affidamenti bancari». A questo si aggiunge il paradosso dei mezzi: molti veicoli TEK.R.A., già segnalati dal Direttore dell’Esecuzione del Contratto (DEC) come “rotti e privi di manutenzione”, sono stati affittati alla nuova ditta per soli 6 mesi, a fronte dei 18 mesi restanti di appalto.
Un altro aspetto emerso durante il dibattito riguarda la trasparenza. Rispondendo a una domanda specifica dell’opposizione, il Vicesindaco ha confermato che nessuna informazione preventiva era stata fornita dalla TEK.R.A. al Comune riguardo l’affitto del ramo d’azienda. «Una risposta pesante – commentano i consiglieri – che apre scenari inquietanti sulla correttezza contrattuale della società che gestisce l’appalto più costoso del Comune e sulla capacità dell’Ente di vigilare».
L’opposizione ha annunciato che continuerà a esercitare le prerogative di ispezione per verificare il possesso dei requisiti tecnici della nuova società e per assicurarsi che non venga lasciato indietro il personale a tempo determinato.




