Un bilancio amaro, segnato da precarietà diffusa e mancanza di visione politica, ma con un forte appello alla responsabilità collettiva. Il Segretario Territoriale Antonio Galioto: “Senza coesione non c’è sviluppo“
La relazione fotografa una realtà complessa. Da un lato, Galioto evidenzia come unica nota positiva lo stanziamento per lo sviluppo del Porto di Augusta, risultato raggiunto grazie all’impegno dell’Autorità Portuale. Dall’altro, il territorio continua a soffrire: aumentano le famiglie in povertà e i lavoratori che hanno perso il posto.
Preoccupa fortemente la situazione della zona industriale:
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Caso Sasol: L’UGL denuncia la riduzione dell’organico e la bocciatura della cassa integrazione da parte dell’INPS.
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Area di Priolo: L’appello lanciato ai vertici nazionali non è stato accolto dalla politica, colpevole di intervenire solo davanti a episodi mediatici eclatanti come l’Ilva di Taranto.
Una politica senza visione e i tagli al welfare
Duro l’affondo contro la classe politica e le prospettive future. Secondo il segretario Galioto, non si intravede alcuna ripresa economica e le previsioni di crescita rimandano a un “lontano 2025”. Per il 2026, lo scenario appare confuso e privo di idee, dominato solo dalle competizioni elettorali.
Il sindacato critica aspramente la riduzione della spesa per le politiche sociali e i tagli ai servizi.
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No ai bonus temporanei: Misure come la “social card” o interventi una tantum sono definiti “pannicelli caldi” inefficaci.
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Le richieste: L’UGL chiede di abbassare la pressione fiscale (soprattutto l’IRPEF), definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali e investire su infanzia e anziani.
L’allarme emigrazione: “Giovani in fuga”
Uno dei passaggi più drammatici della relazione riguarda l’emorragia di capitale umano. L’emigrazione dei giovani laureati, spinti da stipendi bassi e precarietà, è più che raddoppiata negli ultimi dieci anni.
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Il dato del 2025: Rispetto all’anno precedente, i giovani che hanno lasciato l’Italia sono aumentati del 36%.
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Le mete: Le destinazioni principali restano Germania, Regno Unito e Svizzera.
Sanità: “Medici in servizio fino a 72 anni? Un provvedimento tampone”
Galioto boccia senza appello l’emendamento che permette a medici e infermieri di restare in servizio volontario fino a 70 o 72 anni. Con una carenza strutturale di 65.000 infermieri certificata dalla Corte dei Conti, questa misura non risolve i problemi e rischia di essere un flop, dato l’alto livello di stress psicofisico del personale sanitario. La soluzione, per l’UGL, è rendere il Sistema Sanitario Nazionale nuovamente attrattivo e smettere di reclutare personale all’estero come soluzione strutturale.
L’appello finale
Il Segretario Galioto invita infine amministratori e cittadini a uno “scatto di orgoglio”. È necessario uscire dalla logica del divario tra Nord e Sud e puntare su uno sviluppo armonico, perché la coesione sociale non è solo un ideale, ma un fattore economico insostituibile.