Aggiornato al 02/01/2026 - 17:55
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Vendeva falsi panettoni al pistacchio di Bronte e cioccolato di Modica, denunciato per frode

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NAS scopre vendita con marchi mendaci in laboratorio dolciario pedemontano. Niente pistacchio verde né cioccolato di Modica IGP negli ingredienti. Sequestrati prodotti e denunciato titolare

CATANIA – Li vendeva come “Panettone al pistacchio verde di Bronte DOP” e “Panettone al cioccolato di Modica IGP“. Ma dentro non c’erano né pistacchio di Bronte né cioccolato di Modica. Lo hanno scoperto i carabinieri del NAS di Catania nell’ambito delle attività di controllo sulla commercializzazione di prodotti tipici natalizi.

I militari, nel corso di un’ispezione igienico-sanitaria in un laboratorio di prodotti dolciari situato in un Comune pedemontano della provincia etnea, hanno accertato che il titolare acquistava panettoni al pistacchio e al cioccolato fondente generici e poi li riconfezionava per venderli in apposite scatole con il logo della sua azienda.

Nelle confezioni erano riportate le diciture con i marchi di qualità DOP e IGP, facendo credere ai consumatori di acquistare prodotti contenenti materie prime certificate e tutelate.

Quando i carabinieri hanno proceduto a verificare la tracciabilità di quanto stava per finire in commercio, hanno controllato con le aziende produttrici e hanno verificato che fra gli ingredienti non c’erano né il pistacchio verde di Bronte DOP né il cioccolato di Modica IGP, materie prime protette da marchi di tutela riconosciuti a livello europeo.

Il pistacchio verde di Bronte DOP e il cioccolato di Modica IGP sono prodotti siciliani di eccellenza tutelati da denominazioni d’origine che garantiscono provenienza, qualità e caratteristiche specifiche. L’utilizzo improprio di questi marchi costituisce un reato che danneggia sia i consumatori che i produttori autentici.

Il titolare del negozio gestiva anche un sito di vendita al dettaglio, attraverso il quale commercializzava i panettoni con le diciture ingannevoli. È stato denunciato per tentata frode in commercio e tentata vendita di prodotti industriali con segni mendaci, aggravati dal fatto di aver indicato fraudolentemente una denominazione di origine o geografica per trarre in inganno il potenziale consumatore.

Le accuse sono particolarmente gravi in quanto l’utilizzo fraudolento di marchi DOP e IGP non solo inganna i consumatori, ma danneggia gravemente le filiere produttive originali e svaluta il valore delle denominazioni protette.

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