Aggiornato al 05/01/2026 - 09:51
L'intervento

Restauro Cattedrale di Siracusa: la sicurezza sismica nelle mani degli ex allievi del “Juvara”

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L’intervento promosso dall’Arcidiocesi non è solo un’opera tecnica, ma un cerchio che si chiude. Dal corso sperimentale del 1999 alla responsabilità di oggi: architetti e restauratori, un tempo studenti, ora curano il monumento simbolo della città

Ci sono cantieri che raccontano storie di pietre e cemento, e ci sono cantieri che raccontano storie di persone. L’intervento di “Sicurezza sismica della Chiesa Cattedrale di Siracusa” appartiene a questa seconda categoria. Non è soltanto un’opera di tutela di uno dei monumenti più antichi e simbolici del Mediterraneo, ma una testimonianza tangibile del valore della formazione e della continuità tra scuola e lavoro.

A sottolineare questo aspetto umano e professionale è l’Ing. Vincenzo Marano, già docente dell’Istituto “F. Juvara”, che svela un dettaglio emozionante: il team che oggi lavora sulle pietre millenarie del Duomo è composto da professionisti cresciuti negli stessi banchi di scuola.

La squadra: dal corso del ’99 al cantiere del Duomo

Il cantiere, promosso dall’Arcidiocesi di Siracusa, vede una sinergia di ruoli tecnici di alto profilo.

  • Progettista e Direttore dei Lavori: Arch. Luciano Magnano;

  • Impresa esecutrice: Dienne Appalti s.r.l. (con la consulenza tecnica dell’Arch. Paolo Campisi);

  • Direttore di cantiere: Arch. Andrea Albanese;

  • Restauratori: Dott.ssa Rosatea Manzella, Giusi Adamo, Andrea Scaglione e Maria Celeste Fontana.

Ciò che rende questo organigramma speciale è la provenienza comune. «Tutti loro – spiega Marano – provengono da un’esperienza formativa comune: il primo corso sperimentale post-diploma di “Tecnico di cantiere di restauro”, svolto nel 1999 presso l’Istituto Tecnico per Geometri “F. Juvara” di Siracusa».

Un’esperienza pionieristica

Quel corso rappresentò una svolta per la città. Fu l’avvio di un percorso che portò alla nascita dei corsi IFTS e, successivamente, dell’Istituto Tecnico Superiore – Fondazione Archimede, oggi eccellenza della formazione terziaria in Sicilia. Tra i docenti e tutor di quel corso c’era proprio l’Arch. Paolo Campisi, che oggi si ritrova a collaborare come consulente tecnico con i suoi “ex allievi”, ora professionisti affermati.

Giovani come Luciano Magnano (oggi direttore dei lavori), Rosatea Manzella (laureata in tecnologie per il restauro), Giusi Adamo (specializzata a Firenze), Andrea Scaglione e Celeste Fontana (diplomata all’Istituto d’Arte e poi all’ITS), insieme ad Andrea Albanese, hanno trasformato quella formazione in carriere di successo. «Attraverso studio, impegno e passione – continua Marano – hanno costruito profili di alto livello, arrivando a operare su un monumento che racchiude oltre 2.500 anni di storia».

Il valore della formazione professionale

L’intervento sulla Cattedrale diventa così anche un manifesto politico-culturale. In un Paese come l’Italia, ricco di un patrimonio immenso, figure come i restauratori e i tecnici della conservazione sono risorse strategiche, spesso però poco valorizzate.

«Essere protagonisti di un intervento così delicato su un bene identitario è una grande responsabilità civile – conclude l’Ing. Marano, che ha coordinato quei corsi per oltre un decennio –. L’auspicio è di essere stato, per questi professionisti, una piccola fiammella capace di accendere una passione destinata a durare nel tempo. A loro, che garantiscono lontano dai riflettori la salvaguardia dei nostri monumenti, va l’augurio di una piena soddisfazione professionale».

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