L’Unione degli studenti annuncia l’uscita dal comitato organizzatore del Siracusa Pride e il boicottaggio della manifestazione. Al centro della protesta la scelta di Heather Parisi come testimonial
L’Unione degli studenti (UdS) Siracusa ha annunciato l’uscita dal comitato organizzatore del Siracusa Pride e il boicottaggio della manifestazione, contestando duramente la decisione di invitare Heather Parisi come testimonial dell’evento.
La presa di posizione è contenuta in un comunicato diffuso dal sindacato studentesco, che definisce la scelta “politicamente incoerente, delegittimante ed escludente” nei confronti di una parte della comunità LGBTQIA+.
Secondo quanto ricostruito dall’UdS, il sindacato faceva parte del comitato organizzatore del Siracusa Pride dallo scorso gennaio con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una manifestazione “democratica, orizzontale e rappresentativa di tutte le soggettività”.
Mario Costa, rappresentante dell’organizzazione studentesca, sostiene che gli eventi degli ultimi giorni abbiano fatto venir meno la fiducia nei confronti del Comitato.
L’UdS afferma inoltre di aver appreso della presenza di Heather Parisi soltanto al momento dell’annuncio pubblico, spiegando che la decisione sarebbe stata assunta durante una riunione plenaria della quale, secondo il sindacato, non sarebbe stato redatto alcun verbale, impedendo ai componenti assenti di conoscere tempestivamente quanto deliberato.
L’Unione degli Studenti sostiene di aver espresso fin da subito la propria contrarietà alla partecipazione della showgirl, ritenendo che alcune dichiarazioni attribuite a Heather Parisi sul tema delle persone transgender siano incompatibili con i principi di transfemminismo e intersezionalità richiamati dal documento politico del Siracusa Pride.
Secondo l’UdS, affidare a Parisi il ruolo di testimonial rischierebbe di rendere meno inclusiva la manifestazione nei confronti delle persone transgender.
Il sindacato contesta anche la scelta di presentare Parisi come “madrina” del Pride, sostenendo che lo stesso comitato avesse precedentemente deciso di non utilizzare più questa definizione, ritenendola superata.
L’organizzazione studentesca afferma inoltre che le proprie osservazioni sarebbero state ignorate durante il confronto interno al comitato.
Nel comunicato si legge che le critiche avanzate dall’UdS sarebbero state considerate questioni da accantonare, anziché temi politici meritevoli di discussione.
Secondo il sindacato, il comitato avrebbe scelto di confermare la partecipazione di Heather Parisi privilegiando gli aspetti legati allo spettacolo conclusivo della manifestazione rispetto alle rivendicazioni politiche che storicamente caratterizzano il Pride.
Alla luce di queste motivazioni, l’Unione degli studenti Siracusa ha annunciato l’uscita dal comitato organizzatore.
“Il Pride è un momento politico”, afferma Mario Costa nel comunicato, aggiungendo che il sindacato non ritiene accettabile affidare l’immagine della manifestazione a una figura che, secondo l’UdS, avrebbe espresso posizioni considerate transfobiche.
Per questo motivo l’organizzazione ha dichiarato di voler boicottare il Siracusa Pride, sostenendo che la manifestazione debba restare uno spazio di lotta e di rivendicazione e non trasformarsi in un evento prevalentemente spettacolare.







