Aggiornato al 11/07/2026 - 12:43
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Crisi idrica, Lentini Futura contro il sindaco Pupillo: “Accelera cessione della rete per fare scaricabarile”

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La denuncia dell’associazione Lentini Futura sul verbale ATI: “Nessun patto sulle tariffe o sugli investimenti, ha solo fretta di cedere l’acqua ai privati”

L’Associazione Politica Culturale “Lentini Futura”, per voce del suo esponente Enzo Nicastro, esprime profonda preoccupazione in merito alla linea d’azione assunta dal sindaco Vincenzo Pupillo durante l’ultima assemblea dell’Assemblea Territoriale Idrica (ATI) di Siracusa, svoltasi lo scorso 22 giugno 2026.

Dal verbale ufficiale dell’adunanza emerge che il primo cittadino ha formalmente richiesto di anticipare la consegna della rete idrica comunale ad Aretusacque S.p.a. entro il mese di dicembre 2026, abbreviando i tempi rispetto al cronoprogramma originario che proiettava la transizione definitiva verso il 2027. Una repentina accelerazione che, secondo il movimento, calpesta i diritti di una cittadinanza già stremata dalla carenza d’acqua.

Ciò che desta maggiore sconcerto nella lettura degli atti assembleari è la natura dell’intervento del primo cittadino. In un momento storico in cui le condotte sono strutturalmente obsolete e colabrodo, l’amministrazione non avrebbe avanzato alcuna richiesta di tutela per il territorio.

«Il sindaco ha perso un’occasione cruciale – attacca la nota di Lentini Futura –. Invece di usare il tavolo dell’ATI per pretendere garanzie scritte sugli investimenti economici straordinari necessari a rifare le nostre condotte ormai sfinite, o per dare battaglia sulla salvaguardia della tariffazione ed evitare bollette insostenibili per le famiglie, si è limitato a chiedere di fare in fretta. La priorità non è stata come migliorare il servizio, ma solo quando cederlo».

Il movimento evidenzia inoltre un profondo corto circuito politico e culturale da parte del sindaco Enzo Pupillo, esponente di spicco del Partito Democratico, che in passato aveva costruito la propria identità politica e le proprie campagne elettorali sul dogma della difesa dell’acqua pubblica.

Gestire una rete idrica ridotta allo stremo nel pieno dell’emergenza rappresenta un sicuro logoramento del consenso. Per questa ragione, l’associazione avanza l’ipotesi di una precisa strategia di trasferimento della responsabilità politica:

«Se, come è drammaticamente prevedibile a causa della mancanza di investimenti immediati, i rubinetti dei lentinesi rimarranno a secco anche nel 2027-2028, l’amministrazione comunale si sarà già precostituita lo scudo perfetto. Cedendo la gestione in anticipo, il sindaco potrà comodamente “scaricare” le legittime contestazioni dei cittadini e la rabbia popolare sulla nuova società subentrante, lavandosene politicamente le mani».

Il documento si conclude con una richiesta di trasparenza immediata nei confronti della città: i residenti, stremati da turnazioni imprevedibili, esigono spiegazioni chiare sulle tutele tariffarie e strutturali prima che la gestione si trasformi definitivamente in una privatizzazione priva di garanzie per gli utenti.

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