Pomeriggio di paura tra via Antonello da Messina e via Bulgaria: evacuati i condomini ed evitato il disastro in un distributore. Roghi in tutta la provincia, da Melilli a Noto
Un pomeriggio da incubo che ha trasformato il perimetro urbano in un fronte di guerra contro il fuoco. Nella giornata di ieri, Siracusa è stata travolta da una devastante serie di incendi di interfaccia — i roghi che nascono dalle sterpaglie e aggrediscono il cemento — che hanno cinto d’assedio la zona alta della città.
Il bollettino dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile fotografa un territorio in ginocchio: 41 interventi complessivi tra i turni diurni e notturni a cavallo del weekend, spinti da un’ondata di calore africano estrema e da raffiche di vento imprevedibili.
In città a subire le peggiori conseguenze è stato il popoloso quartiere Acradina, precisamente nel quadrante compreso tra via Antonello da Messina e via Bulgaria. Un incendio partito da un terreno incolto si è propagato a velocità impressionante a causa delle sterpaglie secche e dei cumuli di spazzatura abbandonati.
-
Il distributore sfiorato: Le fiamme, spinte dal vento, hanno letteralmente corso lungo i muretti di cinta arrivando a lambire gli edifici del complesso Garofalo, le auto in sosta e andando a sfiorare un distributore di carburante, dove si è temuto il peggio.
-
La trappola del fumo: Più del fuoco, a creare il panico è stata una densa e tossica colonna di fumo nero (visibile da tutta la città) che ha rapidamente invaso vani scala, pianerottoli e appartamenti. Centine di residenti sono stati costretti a fuggire in strada in preda a crisi respiratorie e panico.
-
Gli scoppi: Durante le operazioni di spegnimento si sono uditi forti botti. Secondo i primi riscontri, a bruciare insieme alle sterpaglie c’erano cumuli di pneumatici usati e rifiuti speciali, che hanno reso l’aria irrespirabile e acre.
Il comparto dei soccorsi, con il supporto dei Carabinieri che hanno interdetto la viabilità del quartiere, ha visto i Vigili del Fuoco e i volontari della Protezione Civile combattere per ore prima di dichiarare l’area in sicurezza. Interventi critici per focolai simili si sono registrati anche in viale Santa Panagia, viale Zecchino e via Luigi Vanvitelli.
La provincia brucia: i fronti critici da Melilli a Noto
Se il capoluogo ha vissuto ore di terrore, la provincia siracusana non è stata risparmiata, causando decine di interventi su più di fronti contemporaneamente:
-
Melilli (Contrada Spalla): Un incendio violentissimo si è sviluppato nel vallone a ridosso del parco commerciale. I focolai si sono riattivati più volte tra il giorno e la notte. La morfologia estremamente ripida del terreno ha impedito l’accesso ai mezzi di terra, rendendo le operazioni di contenimento un inferno.
-
Augusta: Fiamme e paura in viale dei Fiori, a ridosso delle abitazioni.
-
Zona Sud e Interno: Vasti roghi hanno flagellato le colture e le aree rurali di Rosolini (in contrada Sant’Alessandra), Carlentini, Lentini e le campagne di Noto.
L’inferno del weekend riaccende inevitabilmente e con forza il dibattito politico e civile sulla gestione del territorio prima dell’arrivo dell’estate. In via Bulgaria, così come in contrada Spalla, è emersa una chiara e strutturale carenza sul fronte della prevenzione. Molti dei terreni privati e comunali da cui sono partiti i roghi non erano stati sottoposti alla necessaria pulizia preventiva e alla spianatura delle sterpaglie.
Di fronte al rischio incendi che – viste le statistiche degli ultimi anni – in realtà può essere definito quasi una certezza, eventuali problemi di budget o burocratici per dare attuazione alle ordinanze antincendio devono essere superati in ogni modo, sia sui terreni pubblici sia, tramite operazioni di intimazione coatta, in quelli privati. Anche perché fino a quando la conta riguarda soltanto i danni materiali, allora possiamo pure ritenerci fortunati.
La foto è stata pubblicata sulla pagina Facebook “Segnalazione incendi Sicilia”







