La nota del deputato regionale DC: “A settembre scadono i termini, ma serve comunque una riperimetrazione per difendere le imprese”
Il deputato regionale Carlo Auteri ha espresso una posizione di aperta contestazione nei confronti della gestione burocratica dell’assessorato competente, annunciando battaglia all’Assemblea Regionale Siciliana.
“Il 10 luglio sono scaduti i termini per impugnare davanti al Cga la sentenza sul Parco degli Iblei. È una grave mancanza della Regione, dalla quale mi dissocio completamente, e sulla quale chiederò conto in Aula”.
L’esponente parlamentare fa riferimento alla pronuncia del TAR di Catania dello scorso giugno, che ha imposto alla Regione Siciliana un ultimatum di 180 giorni per decretare la nascita dell’ente o subire il commissariamento. Se la Regione non impugna la decisione entro il 10 settembre, l’iter tracciato dai giudici diventa definitivo.
Secondo Auteri, la priorità deve immediatamente spostarsi sulla rimodulazione dei confini dell’area protetta per evitare ripercussioni sul tessuto produttivo locale prima della scadenza di dicembre:
«Adesso bisogna lavorare entro dicembre a una riperimetrazione seria e condivisa, coinvolgendo sindaci, imprese e territori. Ma prima di imporre nuovi vincoli non si può ignorare il possibile disastro ambientale provocato dagli scarichi non autorizzati e dai Comuni ancora privi di impianti di depurazione adeguati. È su queste criticità che la Regione avrebbe dovuto intervenire con decisione».
Il parlamentare, da sempre impegnato a tutela delle aziende agricole e zootecniche del comprensorio montano, ha voluto comunque precisare la propria posizione di principio sull’area protetta, chiamando a raccolta tutta la deputazione siracusana e ragusana:
«Non sono contrario al Parco, ma a un Parco costruito senza affrontare i problemi reali del territorio. I parlamentari nazionali eletti in questo territorio devono dare il loro contributo, facendo squadra con gli amministratori locali e con la Regione per ottenere un Parco equilibrato, sostenibile e realmente rispettoso delle esigenze ambientali ed economiche degli Iblei».







