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Ombre nel Canale di Sicilia: da Sigonella parte la caccia al “Krasnodar”

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Mentre un P-8A Poseidon decollato da Sigonella monitora i resti della nave cisterna Arctic Metagaz, la stessa base siciliana coordina la ricerca del sottomarino russo Krasnodar

Non è un’esercitazione, ma il fronte calmo di una guerra ibrida che si combatte sotto il pelo dell’acqua e nei cieli del Mediterraneo. Mentre le piste della Naval Air Station (NAS) di Sigonella registrano un traffico senza precedenti, il fulcro della tensione si sposta nel Canale di Sicilia. È qui che un P-8A Poseidon, decollato dalla base siciliana, sta conducendo una partita a scacchi ad altissima tecnologia contro il “fantasma” della flotta russa: il sottomarino Krasnodar.
Il mistero della Arctic Metagaz
L’allerta è scattata a seguito dell’affondamento della Arctic Metagaz, una nave cisterna LNG appartenente alla cosiddetta “flotta ombra” di Mosca. Tra il 3 e il 4 marzo 2026, l’unità è stata investita da esplosioni e fiamme, probabilmente causate da un attacco di droni navali partiti dalle coste libiche.

Il Poseidon di Sigonella è stato il primo a giungere sul punto di crisi, tracciando orbite circolari — le cosiddette “racetrack” — per monitorare il salvataggio dei 30 membri dell’equipaggio e, soprattutto, per analizzare i resti del relitto. Attraverso sensori ottici e radar ad apertura sintetica, gli analisti della NATO cercano di distinguere un incidente fortuito da un atto di sabotaggio deliberato in uno scenario di conflitto asimmetrico.

Caccia all’invisibile: il sottomarino Project 636.3

Ma la missione del P-8A non si è esaurita con il monitoraggio della superficie. Il pattugliatore marittimo ha infatti puntato i propri sistemi verso il “choke-point” di Suez, alla ricerca del B-265 Krasnodar.
Si tratta di un sottomarino d’attacco della classe Kilo migliorata, soprannominato “Buco Nero” dalla NATO per la sua straordinaria silenziosità. Armato con missili da crociera Kalibr, il Krasnodar è l’arma furtiva con cui il Cremlino intende proiettare potenza nel bacino mediterraneo. Per contrastarlo, Sigonella mette in campo il meglio della tecnologia Anti-Submarine Warfare (ASW):
Sonoboe: dispositivi acustici lanciati in mare per creare una rete d’ascolto sottomarina.
Suite SIGINT: sistemi per l’intercettazione dei segnali elettronici nemici.
Data Link: condivisione istantanea dei dati con la Sesta Flotta USA.

Sigonella: il perno della deterrenza

L’attività frenetica in Sicilia non è isolata. Le informazioni raccolte dai velivoli ISR (Intelligence, Surveillance, and Reconnaissance) alimentano direttamente la consapevolezza tattica della portaerei USS Gerald R. Ford (CVN-78), attualmente schierata nel Mediterraneo orientale per rafforzare la postura di deterrenza alleata.
In questo intricato scacchiere tridimensionale, dove si incrociano flussi energetici, minacce subacquee e droni d’attacco, la base di Sigonella si conferma l’avamposto insostituibile. Senza gli occhi e le orecchie dei velivoli che decollano dall’isola, il Mediterraneo rischierebbe di diventare un mare cieco di fronte alle incursioni della flotta di Putin.

 

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