La performance è stata organizzata in collaborazione con l’associazione Città Educativa, Naturalchemica, la Pro Loco Siracusa, l’Associazione Medici Scrittori d’Italia, il giornale Kolot News e il Comune di Siracusa
L’incontro “Giovanni Verga raccontato da Umberto Garro”, svoltosi nel salone dell’Urban Center, oltre che composita celebrazione del massimo esponente del Verismo – in occasione del 104esimo anniversario della morte – è stato l’occasione per mettere in luce incongruenze e chicche legate al profilo dello scrittore.
Umberto Garro ha innanzitutto sottolineato come, secondo la letteratura ufficiale, Verga risulti nato a Vizzini il 2 settembre 1840, mentre alcuni testi, come quelli scolastici risalenti agli anni ’60, pur riportando la medesima data, indicano quale sua città natale Catania, dove vide la luce nella casa di via Sant’Anna, 8. Inoltre, dalle informazioni ricavate dal compianto filosofo Benedetto Croce in occasione della stesura di una biografia su Verga, lo stesso apprese che la data di nascita coincideva con il 31 agosto 1840 e che venne battezzato in una chiesa catanese l’8 settembre 1840. Probabilmente, dunque, Verga sarebbe nato il 31 agosto e registrato qualche giorno dopo, com’era in uso in passato.
Inoltre, Verga – che era barone di Fontane Bianche – amò molte donne fra le quali si distinsero tre nobildonne: la baronessa Giselda Fojanese, moglie del poeta Mario Rapisarda, che Verga conobbe a Firenze; la duchessa Paolina Greppi Lester, rimasta vedova a soli 27 anni, con cui Verga – la conobbe a Milano – intrattenne una fitta corrispondenza epistolare (ben 28 lettere); la baronessa Dina Castellazzi, di Sardevolo (Biella), con la quale Verga tenne un carteggio d’amore prima di ritornare in Sicilia.
Inoltre, durante l’incontro, il professore Pippo Di Mari si è soffermato sulle tecniche narrative di Verga basate sull’impersonalità mirata a ritrarre il “vero” attraverso l’eclissi dell’autore, nonché sulla regressione, il discorso indiretto libero e lo straniamento, così da rappresentare la realtà senza formulare giudizio alcuno.
Alla serata ha partecipato anche la pronipote dello scrittore, Carla Verga, che ha descritto luoghi e fatti attinenti alla sua famiglia, nonché gli stessi familiari, sciogliendo alcuni dubbi, luoghi comuni e leggende metropolitane imbastite sulla figura di Verga. Durante la variegata performance ampio spazio è stato dato al teatro e alla musica: Alessandro Strano al pianoforte ha accompagnato le appassionate letture di Liliana Strano tratte dalla novella “La Lupa” e dal romanzo epistolare “Storia di una capinera”. A offrire uno scorcio della “Cavalleria Rusticana” sono stati: Liliana Strano (Lola), Nuccio Cottone (Turiddu), Claudia Gibilisco (Santuzza). Dopo l’esibizione di Carmelo Garofalo alla chitarra e di Antonio Paguni al tamburello, il gran finale è toccato a Salvino Strano che, intonando al pianoforte le musiche di Pietro Mascagni, ha accompagnato il tenore Sebastiano Lopes.




