Fotovoltaico in Val di Noto: l’ex sindaco Bonfanti si oppone al progetto e attacca il Comune

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Bonfanti ribadisce il suo no al mega impianto autorizzato dalla Regione e accusa l’attuale amministrazione di aver fatto marcia indietro in cambio di “elemosina”

Non si placano le polemiche sulla prevista realizzazione di un parco fotovoltaico da 200 ettari in Val di Noto, area che fa parte del programma UNESCO come Patrimionio dell’Umanità. Il progetto, presentato dalla Limes Renewable Energy, azienda internazionale che opera nel settore delle rinnovabili, con filiali anche in Vietnam e Sud America, ha già ottenuto dalla Regione Sicilia il parere favorevole per quel che riguarda la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

Alla fine del 2021, imprenditori agricoli, produttori di vino e di prodotti agricoli di qualità, associazioni di categoria, come ad esempio Coldiretti, associazioni ambientaliste, deputati regionali si erano mobilitati per fermare questo mega impianto, ritenuto ad alto impatto e dannoso per un territorio che, da molti anni ormai, ha scelto la strada della produzione agricola e vitivinicola di pregio. La sua collocazione, in un’area di campagna, nel cuore del Val di Noto e non lontana dalla zona della Riserva naturale di Vendicari, ha fatto montare la protesta e le polemiche.

Il Comune di Noto, sul cui territorio ricade l’impianto, aveva subito annunciato, attraverso il suo sindaco, Corrado Figura, di aver già presentato due ricorsi al TAR per fermare il progetto. Una direzione che però, oggi, non è più percorsa dall’amministrazione, che ha ritirato i ricorsi e si è schierata a favore del parco fotovoltaico. Una scelta che ha suscitato l’indignazione di imprenditori come Marilina Paternò, titolare dell’azienda vinicola “Cantina Marilina”, la quale ha pubblicamente sottolineato la giravolta del Comune, annunciando al contempo la sua intenzione di continuare la battaglia contro un mega impianto accusato di deturpare un pezzo di paesaggio di un’area che è Patrimonio dell’Umanità.

A dare sostegno a chi si oppone al progetto, è intervenuto Corrado Bonfanti, ex sindaco di Noto, che in un post ha affermato: “Sono stato e rimango sempre al tuo fianco, cara Marilina (Paternò, ndr), la zona Sud e Contrada Bonivini non meritano questo scempio; non molliamo!”.

Interpellato da SiracusaPress, Bonfanti spiega le ragioni della sua posizione: “Sono favorevole all’energia pulita e agli impianti nei nostri territori, però sono convinto che abbiamo piani urbanistici obsoleti e che la revisione di questi piani, secondo una visione più nuova e dedicata a queste forme di sviluppo, dovrebbe dare la possibilità di utilizzare questi impianti senza però incidere su aree di grande pregio come quelle che abbiamo in zona Sud, ad esempio contrada Bonivini, molto finalizzata alla realizzazione di vigneti e all’insediamento di cantine e produzione di agricoltura di qualità”.

A tal proposito, Lei si è schierato da subito contro il parco fotovoltaico della Limes Renewable Energy.

Sono contrarissimo a questo progetto e ad interventi in quelle zone. Chi vuole installare impianti lì, ovviamente, non commette reato, però crea delle situazioni che per moltissimi anni impattano negativamente su quello che è il modello di sviluppo che si è scelto di dare a quel territorio. Sono invece favorevole all’installazione di questi impianti in cave dismesse o aree industriali non più utilizzabili. È una questione di regolamentazione dei territori e bisogna metterci mano immediatamente, vista l’esigenza di andare verso una certa direzione e considerato che si tratta di un’esigenza non più procrastinabile.

Cosa è necessario fare, in concreto?

Bisogna fare dei piani urbanistici che abbiano una visione più lunga rispetto a quelli fatti venti anni fa e non più rinnovati. Tra questi c’è anche quello del Comune di Noto, che è molto vecchio. Al termine del mio mandato, avevamo già il parere del Genio Civile e, quindi, doveva solo essere portato in consiglio per l’approvazione, e invece ora è stato rimesso nei cassetti… Credo che sia necessario avere la lungimiranza di capire quali siano le priorità che un amministratore deve porre in essere e, tra questi, vi è la pianificazione del territorio.

La pianificazione, a suo avviso, può comprendere da qualche parte impianti di grandi dimensioni come questo?

I mega impianti sono utili nel momento in cui trovano una giusta collocazione e riqualificano delle aree dismesse, aree che hanno una loro precedente vocazione ormai non più in linea con i programmi di sviluppo dei territori. Se invece di dismetterle e bonificarle, riesci a riutilizzarle per produrre energia pulita allora realizzi una doppia economia: risparmi i soldi delle bonifiche e crei valore. Questo è un aspetto fondamentale, ma servono idee chiare, bisogna conoscere i territori, individuare correttamente le aree, dare la disponibilità a chi vuole investire in questa direzione, ma con la certezza di fare bene al territorio, di non andare contro soggetti che hanno investito nelle loro aziende, creando produzioni di qualità che fanno apprezzare ancor di più la zona.

La Regione Sicilia, però, ha dato l’ok, esprimendo parere favorevole per quel che riguarda la Valutazione di Impatto Ambientale. Come se lo spiega?

Molto spesso c’è una distanza incolmabile tra le decisioni palermitane, dei dipartimenti, e quelle dei territori. Questo perché le prime vengono adottate su criteri, spesso anche discutibili, legati a norme di legge, mentre servirebbe coinvolgere i territori in modo più pregnante. Non è la prima volta che un diniego o un parere negativo di un ufficio tecnico di un Comune passi inosservato, a livello di dipartimento o assessorato regionale, e che poi vengano rilasciate delle concessioni. Ribadisco che io sono molto favorevole all’energia rinnovabile, ma come in tutte le cose bisogna avere una seria programmazione e una profonda conoscenza del territorio.

La distanza incolmabile di cui parla, in questo caso assume la forma della lotta di chi, come appunto Marilina Paternò, intende continuare ad opporsi contro questa scelta della Regione.

Sono perfettamente allineato alle proteste di Marilina, una giovane imprenditrice che ha portato avanti un percorso importante. Quell’area è votata all’agricoltura di qualità, e così è conosciuta in tutto il mondo, ha una produzione vitivinicola importantissima, e quindi non posso che essere d’accordo con lei. Non mi è piaciuto affatto, invece, il comportamento assunto dall’amministrazione comunale, che prima ha contestato e poi ha concordato, attraverso l’elemosina di qualche intervento di carattere urbanistico, un’installazione di questo tipo. Detto ciò, bisogna trovare delle soluzioni, che stanno nella giusta visione e nella applicazione delle leggi, ma principalmente nella pianificazione del territorio. Senza pianificazione non si va da nessuna parte.

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