Il dirigente Salvatore Lupo: “La scuola deve custodire ciò che nessun algoritmo potrà mai sostituire”
Una scelta insolita, forte e ricca di significato per l’avvio del nuovo anno scolastico. L’Istituto comprensivo “S. Alessandra” di Rosolini ha scelto di riunire il suo primo Collegio dei Docenti per l’anno 2026/2027 fuori dalle tradizionali mura scolastiche. Gli insegnanti si sono ritrovati nel pomeriggio a Villetta Cultrera, un tempo area degradata della città, oggi interamente ristrutturata, restituita alla comunità e frequentata dai giovani.
Le immagini dall’alto mostrano una comunità scolastica immersa nel verde dei viali alberati, disposta intorno all’arena circolare e alla piazzetta che porta impresso lo stemma della città. In questa cornice, i docenti hanno trovato uno spazio aperto per confrontarsi, fare squadra e programmare il futuro formativo degli studenti.
La scelta di questa location si inserisce in un percorso di rigenerazione urbana e risponde all’idea di una scuola aperta, capace di uscire dai propri confini per stringere un “Patto Educativo” con il territorio.
Nel corso dell’incontro, il dirigente scolastico ha voluto sottolineare la necessità di unire le forze tra istituzioni, famiglie e cittadini:
“In un’epoca dominata dalla velocità tecnologica e dall’avvento dell’intelligenza artificiale, che non sempre si traducono in stimoli positivi per i nostri ragazzi, la scuola ha il dovere umano e civile di fare un passo in avanti. – dichiara il dirigente scolastico Salvatore Lupo – La nostra vera sfida oggi è custodire e coltivare ciò che nessuna macchina o algoritmo potrà mai sostituire: la qualità delle relazioni interpersonali, l’empatia, il pensiero critico e il riconoscimento dell’altro come persona”.
L’incontro a Villetta Cultrera segna così una nuova tappa per l’Istituto “S. Alessandra”. Una scuola che guarda al futuro senza perdere d’occhio il valore del contatto umano e l’importanza di valorizzare il proprio territorio.
“Vogliamo essere una scuola attiva e presente nel cuore della nostra città, capace di applicare i principi del ‘Service-Learning’ e della ‘Community-care’. – conclude Salvatore Lupo – Questo significa che la scuola non si limita a insegnare tra le mura delle aule, ma progetta e si rinnova insieme al territorio”.












