Ficara e Zito (M5S): “Per le regionali, con il PD si va verso la rottura dell’accordo”

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Intervista doppia ai due esponenti siracusani dei 5 Stelle sulle regionali e con uno sguardo sulle amministrative del 2023

La Sicilia, si sa, politicamente è da sempre terra di esperimenti. Nell’isola può accadere anche che si concretizzino scenari differenti da quelli nazionali, con l’opportunità di dare segnali e indicazioni che poi possano essere colti altrove. Anche in questa massiccia tornata elettorale, nata in fretta e
in un contesto piuttosto complesso e intricato, la Sicilia si distingue. Nel centrosinistra, soprattutto, si è scelto un percorso diverso da quello intrapreso a Roma. L’alleanza a livello nazionale tra PD e 5
Stelle, spezzata con fermezza da Enrico Letta all’indomani dello strappo di Conte sul governo Draghi, resiste ancora in Sicilia, anche per via del comune percorso delle primarie che ha premiato la candidata PD, Caterina Chinnici. L’accordo elettorale in Sicilia è ancora in piedi, ma scricchiola, considerati i più recenti sviluppi. Nell’ultimo incontro tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, infatti, il documento con le richieste dei pentastellati non è stato accettato dalla candidata presidente, soprattutto con riferimento ad alcuni punti specifici. Niente accordo sul programma, dunque, e il concreto rischio che nelle prossime ore questo esperimento politico si interrompa anche in Sicilia.
Il tempo stringe (i 5 Stelle avevano chiesto una risposta definitiva entro domani, 20 agosto) e se non si troverà una quadra, il M5S andrà da solo, con una sua candidatura (probabilmente interna, visti i tempi ridotti). La conseguenza di una rottura, peraltro, potrebbe condizionare anche altri importanti scenari futuri. In Sicilia (e a Siracusa in particolare), infatti, si getta lo sguardo anche oltre il voto del 25 settembre, visto che nel 2023 si svolgeranno le amministrative. In quella occasione, ciascuna forza dovrà cercare alleanze per sperare di vincere e formare una giunta. E se l’accordo per le regionali saltasse, con molta probabilità, anche in virtù degli scenari che potrebbero derivare dall’esito delle elezioni regionali e politiche, PD e 5 Stelle sarebbero nuovamente obbligati a parlarsi e a misurare la possibilità di una alleanza. Se questo dialogo fosse proficuo (ancor più nel caso di accordo sulle regionali), sarebbe ipotizzabile un candidato del Movimento 5 Stelle sostenuto da una coalizione di centrosinistra? In queste settimane, peraltro, vi è stata la rinuncia alla candidatura all’Ars da parte di Stefano Zito, per via della regola del doppio mandato, e a quella alla Camera da parte di Paolo Ficara, che pure avrebbe avuto ancora un mandato a disposizione. E se i due esponenti di punta del Movimento a Siracusa si mettessero a disposizione per le amministrative? Quello di Paolo Ficara, ad esempio, che ha lavorato bene in parlamento e che, per una fase, ha svolto un importante ruolo di mediazione e dialogo con la giunta comunale, potrebbe essere un nome condiviso e sostenuto dalla coalizione? Ne abbiamo parlato proprio con Ficara e Zito, in una doppia intervista rilasciata a SiracusaPress.

Partiamo dalla situazione dell’alleanza con il PD per le regionali. L’incontro di ieri si è concluso con una fumata nera. Nessun accordo, soprattutto su alcuni punti importanti del programma.

Zito: Ieri ci siamo trovati distanti su due punti precisi, ossia il no ai termovalorizzatori, una nostra battaglia storica, e la comunicazione preventiva della squadra degli assessori. Su quest’ultimo punto, vorrei sottolineare la necessità di dire ai siciliani, prima del voto, qual è la squadra che dovrà amministrare la Regione. Non è una questione di poltrone, ma di trasparenza. Il cittadino deve sapere chi gestirà ambiente, rifiuti, sanità, per farsi un’idea. Aggiungerei che sarebbe bene comunicare anche i nomi dei direttori generali scelti, perché oggi queste figure hanno molto più potere. Credo sia giusto far sapere se le figure apicali scelte per gli assessorati sono persone di livello che possano garantire un cambiamento. Anche su questo punto siamo ancora in fase di stallo, e oggi è il 19 agosto, il tempo stringe.

Ficara: Abbiamo presentato 9 punti al Partito Democratico. Su alcuni si è manifestata immediatamente la loro contrarietà, come ad esempio il discorso del nome nel simbolo. Su altri si sta discutendo, però è chiaro che dovrà essere fatta una valutazione complessiva su tutti e 9 i punti. A quanto mi risulta, ci sono ancora parecchie divergenze e il tempo stringe, perché credo che la scadenza sia il 20, cioè domani, quindi bisognerà decidere.

C’è il rischio che questa possibile alleanza salti?

Zito: So che alcuni colleghi, come Cancelleri, Trizzino, Siragusa e altri spingono verso l’accordo. Altri ancora, invece, vanno in direzione opposta. Noi abbiamo bisogno di avere risposte celeri. Il tempo sta passando velocemente, qualora dovessimo accordarci, dovremmo fare una campagna elettorale nella quale sullo stesso palco dovremmo dire cose diverse sui nostri rivali e al contempo compagni di viaggio. Esiste, quindi, una difficoltà oggettiva. Io non so cosa deciderà Conte, ma penso che, dopo tutto quello che è successo, con il comportamento ostile che il PD ha avuto nei suoi confronti, vada più verso il No a questo accordo. In più, il fatto che il PD stia candidando nelle proprie liste nostri ex esponenti, offrendo loro seggi sicuri, non aiuta a creare armonia. Secondo me, quindi, la rottura in Sicilia ad oggi è abbastanza probabile. Anche perché non c’è più molto tempo.

Ficara: Personalmente credo che, vista l’evoluzione delle ultime settimane, gli elettori non capirebbero molto il fatto che al mattino si fa la campagna elettorale contro il PD per le politiche e poi il pomeriggio si fa una campagna elettorale insieme per le regionali. Certo, sono due competizioni diverse, con regole diverse, con programmi calati sulla realtà di una regione a statuto speciale come la Sicilia, però è chiaro che ci deve essere una unione di intenti, con obiettivi chiari che, al momento, non sembrerebbero esserci. Sono più pessimista che ottimista sull’esito di questo accordo.

Quindi, vi state preparando all’eventualità di correre da soli? Avete già in mente un candidato o a una candidata? Sarà una soluzione interna o esprimerà la società civile?

Ficara: Nel caso in cui si dovesse rompere, avremmo la nostra candidata o il nostro candidato presidente. Il gruppo regionale sta lavorando su questo. Per come si sono evolute le cose nelle ultime settimane, ritengo che per un nome esterno, proveniente dalla società civile, i tempi siano abbastanza ristretti.

Zito: Noi dobbiamo cercare di trovare velocemente una alternativa, perché Barbara Floridia ha deciso di tornare al Senato, però io so che ci sono un paio di colleghi in gamba, che potrebbero fare una buona campagna elettorale. Ovviamente non sarà una campagna elettorale a vincere, perché non ci sono i numeri, però sono convinto che potremmo fare un ottimo risultato. Anche perché la grandissima fetta del nostro elettorato vuole che andiamo soli, e anche molta gente non del nostro elettorato ma che ci guarda con interesse preferirebbe che non andassimo con il PD. Questi sono segnali importanti. Noi andando con il PD rischiamo di perdere 5-6 punti percentuali, soprattutto se poi dentro il partito democratico c’è chi protesta per la richiesta della Chinnici di non candidare chi è rinviato a giudizio. Infine, va detto anche che la stessa Chinnici, pur essendo un’ottima figura, sta sbagliando la campagna elettorale. Non si sente molto, sta tenendo un profilo troppo basso. Così come anche Schifani, che però ha la forza dei numeri dalla sua parte.

Adesso facciamo un salto in avanti. Arriviamo alle amministrative 2023. Indipendentemente dall’accordo o meno sulle regionali, per le amministrative ci sarà ancora bisogno di costruire alleanze. Azzardiamo un’ipotesi: accordo con il PD e il centrosinistra e Paolo Ficara candidato a sindaco. Che ve ne pare?

Ficara: Intanto bisognerebbe chiedere a Ficara (ride, ndr), perché siamo sul piano della fantapolitica. Battute a parte, per motivi personali e professionali ho deciso di non ricandidarmi a livello nazionale e per le stesse ragioni non potrei eventualmente assumere un ruolo così impegnativo come quello del sindaco, ma questo non vuol dire che verrà meno il mio impegno del movimento a livello locale. Detto questo, sul discorso del dialogo con le altre forze politiche per le amministrative, noi siamo assolutamente aperti. Fino a qualche mese fa, con il PD, con il segretario dimissionario Adorno si parlava. Ora, è naturale che bisognerà capire chi saranno i prossimi referenti del Partito Democratico in provincia. Bisognerà attendere quello che verrà fuori dopo il 25 settembre. Noi però, già da diversi mesi, guardiamo anche alle altre realtà che ci possono essere in città. Con Stefano Zito e con il resto del gruppo siracusano, da tempo stiamo incontrando altri soggetti, forze civiche ben presenti a Siracusa, con cui speriamo di poter costruire un percorso e, alla fine, un’offerta politica seria e concreta in vista delle amministrative del prossimo anno.

Zito: Per me sarebbe un sogno. Paolo è un grande amico oltre che un ottimo collega. So che cambierebbe totalmente il volto di questa città. Il problema è riuscire a convincerlo. Lui ha già preso questa scelta molto forte di non candidarsi a Roma, quindi non so se sarebbe disponibile a impegnarsi come sindaco, in un ruolo che richiede un impegno h24, senza sosta. Magari come assessore, ma non so se come sindaco accetterebbe. Nemmeno io lo farei, preferirei scegliere un candidato della società civile, un profilo alto che sia spendibile e che dia credibilità sia al progetto politico sia alla città, qualora vincesse. Perché abbiamo bisogno di stravolgerla un po’.

Cosa fareste se foste alla guida di questa città? Cosa vorreste cambiare rispetto all’attuale amministrazione?

Ficara: Potremmo parlarne per ore. Partiamo dal problema principale, che è quello della gestione dei rifiuti. Sicuramente l’amministrazione ha il merito di aver avviato un nuovo bando con una nuova società, che ha portato la raccolta differenziata a percentuali positive rispetto a quelle a una sola cifra che avevamo fino a pochi anni fa, però è chiaro che basta andare in giro tutti i giorni in città per vedere che ci sono tante cose che non funzionano sulla gestione del servizio. Noi come Movimento Cinque Stelle, giusto qualche settimana fa, avevamo sollevato ad esempio un quesito all’amministrazione su una figura importante che è quella del direttore dell’esecuzione del contratto relativo al servizio. Una figura, un professionista, che viene pagato più di 6000 euro al mese, proprio perché deve vigilare e far funzionare bene il contratto. Abbiamo chiesto all’amministrazione chi è, perché non si sa neanche nome e cognome, cosa fa, che lavoro ha prodotto in queste settimane, visto che, a occhio e croce, qualche pecca c’è. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Poi ci sarebbe la questione del servizio idrico, che non è una competenza solo ormai locale, perché riguarda il piano d’ambito, quindi l’intera provincia, però noi ancora oggi paghiamo i disastri del passato, di Sai8. dei mancati investimenti. Non si può ovviamente gestire un servizio come si deve con un bando di due anni. Servono investimenti prolungati nel tempo e purtroppo la nostra provincia ha fallito o molto probabilmente fallirà la possibilità di intercettare i fondi del PNNR, perché ancora a livello provinciale non si è completata l’organizzazione dell’ATI. Poi c’è il tema della mobilità, compresa quella ciclistica. che è stata fatta in maniera molto timida. E infine c’è la questione del porto. Il porto, per tante realtà simili a Siracusa, è un’enorme fonte di ricchezza, di lavoro e così via. Per noi invece non esiste. Bisogna procedere alla riqualificazione, smilitarizzare l’ex Idroscalo e quindi riqualficare via Elorina, con l’entrata del porto di Siracusa nell’autorità di sistema portuale, che potrebbe garantire uno sviluppo strategico negli anni.

Zito: A me non piace questa amministrazione per come sta gestendo le cose. Mi sono confrontato con loro su alcuni temi e ho notato tante cose che non vanno. Rispetto a quello che si è fatto fino a oggi, bisognerà sfruttare fino all’ultimo centesimo i fondi che arriveranno, tra PNRR, PON, fondi europei. Perché sarà un’occasione unica che bisogna cogliere al volo. Serve una struttura molto più solida che riesca a intercettare tutti i fondi possibili. Così si potrà cominciare a vedere qualcosa di nuovo nel territorio. Questo per quel che riguarda i soldi extra bilancio. Poi bisognerà migliorare tanti aspetti: verde pubblico, pulizia delle strade, anche nelle periferie e non solo al centro. Bisogna rivedere la città nel suo assetto. Ortigia ha un ruolo turistico, ma il resto della città non è da meno. Quindi, ad esempio, vanno migliorati i trasporti in città e per le zone balneari, perché i collegamenti sono scadenti. Soprattutto dobbiamo creare una città a misura di bambino, perché i bambini devono crescere in un ambiente sicuro, confortevole, con tutti i servizi, con spazi per lo sport, per la cultura, da aggiungere alla scuola. Credo che se riesci a costruire una città a misura di bambino e di adolescente, stai costruendo una città che pensa al futuro.

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