Aggiornato al 28/01/2026 - 11:35
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SANITà

Ugl sulle Case della Comunità: “Ritardo preoccupante, bisogna evitare flop su medicina territoriale”

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Il sindacato lancia l’allarme in ottica futura su strutture hub e spoke: “La sanità territoriale è la chiave per un sistema più equo”

“Il completamento e la piena operatività delle 1.723 Case della Comunità previste dal PNRR a livello nazionale rappresentano un obiettivo fondamentale per il futuro della sanità territoriale, ma i ritardi accumulati destano forte preoccupazione”. UGL Salute commenta lo stato di avanzamento delle strutture finanziate con i fondi europei: “Entro giugno dovrebbero essere utilizzate tutte le risorse stanziate dal PNRR, ma i dati Agenas parlano chiaro: a settembre solo 660 Case della Comunità risultavano operative con almeno un servizio attivo. È evidente che, con questo ritmo, il rischio di non raggiungere gli obiettivi è concreto”.

La questione non riguarda soltanto la costruzione o l’apertura formale delle strutture: “La medicina del territorio deve decollare davvero. Non bastano mura e inaugurazioni: servono servizi domiciliari efficienti, assistenza continuativa, integrazione sociosanitaria e una rete capace di alleggerire la pressione su ospedali e pronto soccorso, oggi allo stremo”.

Il sindacato pone l’accento anche sull’importanza di mantenere un approccio inclusivo: “Il terzo settore può e deve essere coinvolto, perché rappresenta una risorsa preziosa per la gestione dell’assistenza domiciliare nella presa in carico delle fragilità. Tutto passa nel fronteggiare la grave carenza degli organici. Senza nuove assunzioni, senza professionisti motivati e senza un piano strutturale di valorizzazione del capitale umano, la riforma potrebbe trasformarsi funzionare”.

L’attenzione di concentra sulla provincia di Siracusa: “Gli hub sono strutture più grandi e specializzate, per offrire servizi diagnostici completi, assistenza medica e infermieristica continua, anche 24 ore al giorno per sette giorni alla settimana, fungendo da centro di coordinamento territoriale. Le spoke sono invece strutture di minori dimensioni, focalizzate sull’assistenza primaria, con presenza medica limitata a dodici ore al giorno, per sei giorni su sette, e servizi diagnostici di base facoltativi. In provincia saranno ad Avola, Melilli, Pachino, Floridia, Francofonte, Palazzolo Acreide e Rosolini. Non è possibile permettersi di perdere questa occasione. La sanità territoriale è la chiave per un sistema più equo, moderno e vicino ai cittadini. È il momento di accelerare, con responsabilità e visione”.

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