Clima, Pantano: “Impegnati sulla prevenzione per gestire al meglio gli eventi climatici gravi”

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di Massimiliano Perna

L’assessore alla protezione civile, Vincenzo Pantano, fa il punto sulle attività preventive messe in campo dal Comune di Siracusa per affrontare eventi meteorologi eccezionali

L’autunno è arrivato, annunciato dalle prime abbondanti piogge che sono cadute su Siracusa. Tutto nella norma, per fortuna, secondo il regolare corso delle stagioni. Con i primi rovesci, però, è inevitabile che crescano le preoccupazioni e tornino le paure per gli eventi climatici di grande portata che, ormai da tempo, si verificano nel nostro Paese. Inevitabile il richiamo al terribile ciclone tropicale mediterraneo, il famigerato “Medicane”, che si è abbattuto nelle province di Siracusa e Catania lo scorso ottobre, con danni ingenti e vittime. Quei giorni e quelle immagini sono ancora fresche nella memoria dei siracusani, che conservano la speranza che eventi simili non accadano più e che si faccia il possibile per prevenire gli effetti nefasti delle piogge e delle esondazioni. La prevenzione, infatti, è fondamentale, come ha dimostrato anche la drammatica alluvione che recentemente ha colpito le Marche e che ha riacceso i riflettori sul rischio idrogeologico dei territori e sulle responsabilità relative proprio alle azioni di prevenzione e alla corretta comunicazione alle popolazioni.Delle attività di prevenzione messe in campo dal Comune di Siracusa e dell’organizzazione in caso di eventuale emergenza, ha parlato l’assessore comunale alla Protezione Civile, Vincenzo Pantano, intervistato da SiracusaPress.

Nei siracusani è ancora viva la paura dell’uragano dello scorso anno, paura accentuata anche dalle immagini dell’alluvione nelle Marche. Cosa sta facendo il Comune di Siracusa per prevenire e, nel caso, mitigare gli effetti di eventi climatici eccezionali?

Anche se vengono definiti eventi eccezionali, va detto che ormai stanno diventando quasi la normalitàPer questo noi ci stiamo adoperando. Abbiamo iniziato innanzitutto con la pulizia di tutte le caditoie, in città e in via Ascari, sotto i ponti, sperando che quest’anno lo smaltimento delle acque funzioni, perché abbiamo trovato le caditoie piene di materiale che era lì da non so quanti anni. Inoltre, circa un mese fa abbiamo ripulito il canale di fronte al Villaggio Miano. Ora stiamo procedendo a programmare una serie di interventi su luoghi ritenuti critici da uno studio fatto anche con l’aiuto di associazioni del territorio. Stiamo cercando di individuare tutte le zone in cui insistono dei canali, perché ci sono canali che sono di competenza del Consorzio Bonifica 10, che purtroppo non ha somme a disposizione per poter eseguire opere di pulizia. Così ce ne stiamo occupando noi, nei limiti del possibile. Stessa cosa vale per l’Autorità di Bacino, che demanda a noi questi lavori, sempre con somme dell’amministrazione comunale. Stiamo programmando diversi interventi, a partire dal ponte di Capocorso, nella zona di Case Bianche, dove ci sono problemi non indifferenti.

Qual è l’obiettivo specifico di questa vostra azione?

Riuscire a liberare quanto più possibile le parti finali, in modo tale che, se dovesse arrivare una piena, l’acqua avrebbe modo di defluire e quindi ingrossarsi meno. Stiamo lavorando anche sui canali Pisimotta e Regina, sempre sui tratti finali, perché non abbiamo né le disponibilità economiche né il tempo materiale per intervenire nella parte alta, lungo questi canali. Bisognerebbe pensarci per tempo e dovrebbero agire altri soggetti sui quali ricadono le competenze. Stiamo facendo quello che ci è possibile per far defluire l’acqua in caso di ondata di piena, perché meno intoppi trova negli scarichi più basso è il rischio di esondazione. Quello che ricade nel territorio urbano e nella nostra competenza lo stiamo facendo. Abbiamo cominciato già da circa 20-25 giorni a fare le opere di pulizia. Sia chiaro che questa non è la soluzione al problema, ma la mitigazione di un rischio, perché se viene un’ondata di piena da monte e a monte non è stata effettuata l’opera di pulizia, tutto quello che trascina da lassù lo porta fino a valle.

Di chi è la competenza delle altre aree, come ad esempio quelle a monte?

Della Regione, nello specifico dell’Autorità di Bacino. Alcune zone, piccolissime parti, sono invece di competenza del Consorzio di Bonifica 10. Loro hanno solo due canali, il Pisimotta e il Regina, e poi l’affluente del Pantanelli. Con loro ci siamo incontrati, abbiamo fatto insieme i sopralluoghi, però ci hanno detto che al momento non hanno fondi a disposizione. Il sindaco, pertanto, sta intervenendo con fondi propri, per evitare che la città finisca nuovamente sott’acqua. Stiamo programmando interventi anche sul canale Blanco, in zona Fanusa-Milocca. Sono tutte azioni per le quali sono già stati fatti i sopralluoghi e a breve, entro massimo 10 giorni, inizieremo con le opere di pulitura. Stiamo svolgendo questa attività di prevenzione anche perché sappiamo tutti che intervenire ad emergenza in corso è più difficile, più costoso e poco gestibile. Stiamo cercando di fare tutto il possibile, nell’ambito di ciò che ci compete, per evitare di intervenire dopo.

In caso di emergenza, avete già pensato a una cabina di regia che permetta di agire in modo tempestivo e capillare?

Su questo punto abbiamo già fatto diverse riunioni e siamo pronti. Speriamo non ce ne sia bisogno, ovviamente, ma nel caso siamo pronti con dei piani di emergenza. Devo dire che già lo scorso anno eravamo preparati. Io non ero ancora assessore, c’era il mio predecessore, Imbrò, e ricordo che hanno operato molto bene.

E sul piano della comunicazione e dell’informazione? Avete pensato a come raggiungere tutti i cittadini e informarli sui comportamenti da tenere in una situazione di emergenza?

Ci stiamo attrezzando anche sotto questo punto di vista. Stiamo riattivando il numero verde per le emergenze e a breve daremo informazioni precise su tutti i canali. Stiamo cercando di mettere in campo tutte quelle azioni propedeutiche per fronteggiare quel tipo di evento che ci auguriamo non si presenti.

I cittadini come possono contribuire a rendere più semplice il vostro lavoro?

I cittadini conoscono benissimo ormai i comportamenti da tenere in caso di emergenza. Ad esempio, sanno che chi vive nelle zone più depresse, in caso di evento climatico grave, è preferibile che si sposti nelle zone più in alto, oppure che è meglio non uscire in presenza di fenomeni intensi. Sanno che devono rispettare le allerte o i consigli di non spostarsi se non in caso di estrema necessità. Le indicazioni vanno rispettate, perché se non si rispettano diventa difficile anche per noi operare e gestire le emergenze.

Magari si può chiedere di non abbandonare i rifiuti nel territorio, perché questo, oltre a inquinare, aumenta i rischi…

I rifiuti sono la causa principale. Siamo andati a fare i sopralluoghi negli alvei dei canali e tutte le problematiche maggiori derivano dall’abbandono dei rifiuti. C’è di tutto e di più. Nel ponte in cui passa l’autostrada, nel tratto Siracusa-Cassibile, ci sono tre grossi tubi installati, in fase di realizzazione dell’opera, per consentire il normale deflusso dell’acqua. Li abbiamo trovati pieni zeppi di immondizia, mobili, frigoriferi, di tutto. Questo rende difficoltoso anche pulire, perché in certe zone non è facile arrivarci. 

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