Elezioni, la doppia strada di Luca Cannata: “Camera o Ars? Sceglierò insieme ai miei elettori”

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L’ex sindaco di Avola candidato sia alle regionali che alle politiche, in caso di doppio successo, dovrà decidere se andare a Roma o Palermo

Quella che stiamo vivendo è una campagna elettorale insolita, sviluppatasi in piena estate e con scarsa centralità assegnata a programmi e temi. Così, le forze politiche, nel compilare le liste, si sono concentrate più sulla rappresentatività dei propri candidati, puntando su chi ha già ottenuto risultati positivi nei territori e quei territori parla da vicino.

In Fratelli d’Italia, ad esempio, l’esponente di punta in Sicilia orientale è Luca Cannata, ex sindaco di Avola e oggi candidato sia alle politiche (per la Camera dei deputati) sia alle regionali. Una scelta che suggerisce la volontà per il partito di Giorgia Meloni di approfittare della forza elettorale di Cannata, rinviando al giorno dopo il voto, in caso di doppia affermazione, la decisione dell’ex sindaco tra la Camera e l’Ars.

“Intanto pensiamo a vincere – afferma lo stesso Luca Cannata, intervistato da SiracusaPress – poi a quel punto sceglieremo quel che è meglio per il territorio e per la comunità, per fare il bene della nostra provincia”.

Quindi non sarà una sua decisione personale, ma verrà presa insieme al suo partito?

Sceglierò insieme ai miei elettori. Sono candidato alla Camera e alle regionali. L’obiettivo in questo momento è votare, essere presenti e vincere per dimostrare ancora una volta che siamo capaci di avere il consenso del territorio e di essere protagonisti. Perché noi vogliamo essere protagonisti.

Come mai questa scelta della doppia candidatura?

Sono uno che ci ha sempre messo la faccia, mettendosi a disposizione del territorio e della propria comunità. In questo caso mi metto a disposizione non solo della mia provincia, ma di tutto il mio collegio, per dare un supporto al partito e al territorio. Perché così, con il proprio consenso, si possono anche determinare delle scelte. Se noi riuscissimo ad ottenere un seggio a Roma o a Palermo, a quel punto, forti della nostra investitura popolare, potremmo dire la nostra e avere le risposte che servono al nostro territorio. Il mio gruppo vuole esprimere questa forza proprio per avere un consenso tale da renderci liberi di poter esprimere al meglio le scelte importanti per la nostra conunità territoriale.

Come sta andando la campagna elettorale? Che tipo di campagna sta vivendo personalmente?

Questa è una campagna elettorale balneare. Qui in Sicilia è ancora estate, ci sono molti che stanno per andare in ferie, altri sono tornati, comunque il clima permette ancora di godersi le nostre risorse naturali. Di conseguenza, stiamo vivendo una campagna elettorale che, in questo momento, non vede un approfondimento totale sui contenuti, anche perché non c’è ancora una richiesta di programmi, di conoscenza da parte dei cittadini. Sono convinto, però, che tra una settimana, quando scoccheranno gli ultimi 10-15 giorni prima del voto, quelli più importanti, la gente tornerà a occuparsi di questo. Ed è importante, perché da queste elezioni nazionali e regionali dipenderà la nostra vita quotidiana. Le leggi si fanno sia a Palermo che a Roma. Il voto è determinante per il nostro futuro.

Quali sono i temi che state portando al cospetto degli elettori?

I temi sono tantissimi e vasti. Per esempio, al momento, abbiamo il tema della produttività, del caro bollette, o meglio, del caro energia, e questo è uno dei problemi che stiamo vivendo tutti. L’inflazione è ai massimi livelli e basterebbe soltanto questo per capire cosa ha fatto chi c’è stato prima di noi. In questi ultimi dieci anni, chi ha governato, a livello nazionale, non ha saputo offrire una prospettiva di sviluppo sostenibile, tant’è che oggi siamo senza approvvigionamento energetico e dobbiamo rincorrere la Russia e altri Stati, dobbiamo organizzarci per non passare un inverno negativo. Questo è un motivo per il quale noi dobbiamo subito spiegare alla gente le ragioni del voto. Dobbiamo guardare al futuro, un futuro che negli anni passati nessuno ha saputo programmare. Nessuno ha pensato allo sviluppo sostenibile e questi sono i risultati. Se andiamo adesso al supermercato, viviamo gli effetti di un’inflazione infinita e quindi il nostro potere di acquisto è diminuito. Qualcosa che purtroppo nessuno ha saputo prevedere. La politica energetica, a tal proposito, va portata avanti: a livello nazionale, con misure di supporto e nel segno della tutela dell’ambiente; a livello regionale, anche attraverso un’operazione sui termovalorizzatori. Bisogna lavorare sulla tutela dell’ambiente che passa dai rifiuti, dai problemi delle discariche che non ci sono e dai termovalorizzatori.

Una domanda che abbiamo posto a diversi candidati è: ha senso parlare di termovalorizzatori in una regione che ancora ha livelli di differenziata bassissimi? Non sarebbe meglio partire da un funzionamento generale della differenziata e dall’adozione di impianti di compostaggio provinciali e altri strumenti atti a ridurre il rifiuto non differenziabile, prima di parlare di termovalorizzatori?

Avola è un Comune che fa il 70% di differenziata, quindi noi la facciamo benissimo. Il fatto è che, quando tu differenzi e poi non hai le discariche dove andare a conferire, si crea il problema. Al momento, infatti, mancano le strutture e gli impianti che ti consentano di concretizzare quel risultato che noi vogliamo ottenere con la differenziata. Il termovalorizzatore che non si è mai fatto è un problema esistente, perché tutti hanno avuto un forte pregiudizio su questo tema. Facendo la differenziata non si risolvono i problemi, se poi manca il termovalorizzatore. Non si capisce poi perché a Copenaghen e nel nord Italia debbano avere il termovalorizzatore e in Sicilia no e anzi dobbiamo portare all’estero i nostri rifiuti.

Però a Copenaghen, magari, i livelli di differenziata sono elevatissimi e il sistema funziona decisamente meglio. Qui in Sicilia ci sono città che non differenziano quasi per nulla.

Va bene, ma quello è un altro tema. Bisogna lavorare su quelle città e potenziare la differenziata dove non funziona, ricordandosi che anche il cittadino deve fare la sua parte. In quel caso la palla dovrebbe passare proprio al cittadino più che alla politica, perché poi la differenziata a casa nostra la facciamo noi cittadini.

Ma la politica dovrebbe informare, educare, controllare e sanzionare, perché poi i dati mostrano città nelle quali la differenziata ha percentuali misere e sono i comuni a doverne rispondere.

Beh, se in certe città la raccolta non è decollata, vuol dire che hanno avuto un sindaco che non è stato capace di rappresentare al meglio la comunità. Ciò detto, io credo che noi, oltre alla sensibilizzazione che passa ovviamente dalle scuole, dai cittadini e dalla consapevolezza che l’ambiente dobbiamo tutelarlo noi stessi, abbiamo bisogno degli impianti e di abbandonare i pregiudizi. Il presidente Schifani a livello regionale ha messo questo tema tra i punti all’ordine del giorno. A livello nazionale, non ci non ci sarà aclun freno, anzi su questo siamo pienamente concordi anche con Giorgia Meloni, fa parte di quello che noi vorremmo fare. Bisogna tutelare l’ambiente, ma essere anche capaci di farlo sfruttando le nuove tecnologie, che ci aiutano e ci permettono di risparmiare e avere un ambiente pulito.

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