Carta pronto a lasciare il Pd per ritornare nel centrodestra con il Nuovo MPA di Lombardo
Sciolta la riserva della Chinnici, che ha accettato di candidarsi alla Presidenza della regione siciliana, con quel che resta del cartello progressista, ritorna il tema delle “liste pulite” e “degli impresentabili”, fra le cause del mancato appoggio del M5s, commentato su Facebook da Giuseppe Conte così: “un’impasse dovuta all’insistenza dei democratici per infilare nelle liste esponenti impresentabili. Una posizione che ha messo in imbarazzo anche Caterina Chinnici, che è stata costretta a richiamare il Pd su questo punto: chi ha procedimenti penali pendenti deve restare fuori dalle liste. Per noi la questione è semplice: abbiamo sempre detto che saremo stati garanzia di profili impeccabili, al servizio dei cittadini. L’asticella del senso delle Istituzioni con noi è sempre alta, tanto sul versante nazionale tanto sul versante locale.”
Questione che ha investito anche il Pd siracusano, come nel caso del primo cittadino di Melilli, che si è visto congelare la sua candidatura, previa verifica, da parte della Commissione di garanzia, sulle condizioni di incandidabilità, in ottemperanza di Statuto e Codice etico.
A pochi giorni dalla chiusura delle liste dei candidati a sala d’Ercole, il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta ha così deciso di ritirare la propria disponibilità, complice la mancata candidatura, nelle liste di Camera e/o Senato, del suo sponsor Fausto Raciti.
Trattamento di benvenuto che il primo cittadino di Melilli non ha gradito. Da quì la scelta di ritirare la propria disponibilità a candidarsi nel Pd
Lo stesso infatti con una breve nota afferma:“Ho assistito in silenzio in queste ore alla bagarre di chi, dentro un partito come il PD, che avrebbe avuto una possibilità di rinascita, ha adottato misure nebulose, arbitrarie e dai risultati quantomeno discutibili. Quella coalizione originaria, oggi monca di molti pezzi, di fatto non esiste più.”
A questo punto sembra sempre più evidente la fuga dal Pd, la cui permanenza record di circa 40 giorni, era annunciata così: “Il mio modo di essere, spesso fatto anche di scelte difficili e, a volte, impopolari hanno maturato nella mia persona una serie di peculiarità e una visione che, ad oggi, trova pieno riscontro nella filosofia e negli ideali di donne e uomini, e del partito, che oggi vedo affine alla mia persona”.
Oggi, lo stesso, afferma: “Mi trovo costretto, di concerto con il mio gruppo, a ritirare ogni possibile disponibilità ad una candidatura per le prossime elezioni regionali con questo PD che, nel modus operandi, è lontano rispetto a quella visione di politica fatta di collegialità e condivisione a cui siamo abituati.”
Poi la chiara decisione di guardarsi intorno in questo quadro frammentato, in cui il centrosinistra ha poche chance di vittoria e il centrodestra, sembra andare spedito nella corsa alla Presidenza, nell’ottica di individuare a stretto giro di posta, un contenitore disponibile ad accogliere la sua candidatura alle regionali.
Egli stesso parla di “movimento” e non di partito, quasi a significare il Nuovo Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo, che ha tutta la necessità di reclutare soggetti portatori di grandi bacini elettorali per superare la soglia di sbarramento, e afferma: “Nell’ottica di una fiducia che dobbiamo agli elettori cercheremo di valutare i prossimi scenari che si profileranno, con una attenta valutazione dei programmi e delle scelte fatte nell’ interesse della Sicilia dai movimenti che da sempre si battono mettendo al centro dell’azione politica la nostra terra.”












