Non dubitiamo sulla bontà delle idee da portare avanti a Solarino, ma ogni idea è sempre migliorabile se esposta al confronto
Sei membri del Consiglio Comunale di Solarino hanno rassegnato le loro dimissioni a ridosso di Natale, provocando un terremoto politico che ha portato alla decadenza dell’organo legislativo locale. I consiglieri dimissionari, Rosa Bazzano, Rosalia Bellafiore, Silvana Cassia, Nello Mortellaro, Pierluca Francesca Oliva e Lia Valenti, tutti alleati del sindaco Peppe Germano, hanno lasciato il loro incarico in un gesto che il primo cittadino ha descritto come “un sacrificio per l’amore della città”.
La decisione, che ha scosso il panorama politico di Solarino, è stata presa in seguito a cambiamenti significativi nella composizione del consiglio comunale, che avevano visto l’opposizione guadagnare terreno. Il sindaco Germano ha espresso la sua posizione in modo chiaro, rifiutando di piegarsi a vecchie logiche politiche e di lasciare che Solarino sia influenzata da forze esterne.
L’esperienza di Siracusa
Altro contesto, altri protagonisti. Nel novembre del 2019, dopo la mancata approvazione del rendiconto, il Consiglio Comunale di Siracusa, per effetto di una legge regionale, viene sciolto e al suo posto la Regione invia un commissario. Tante le dicerie su quella seduta, condotta dalla presidente Moena Scala: chi accusò alcuni consiglieri di non sapere contare, chi invece era andato al bar per rifocillarsi con un’arancina e, al suo ritorno, si ritrovò decaduto, chi accusò apertamente proprio la presidente di aver voluto la decadenza; alla fine però, il risultato fu più di metà legislatura con un uomo solo al comando, il sindaco Italia e la sua Giunta.
Mentre a Siracusa l’evento fu classificato come un “incidente di percorso”, nonostante le dicerie, a Solarino la decadenza è stata studiata a tavolino per bloccare l’avanzata di un’opposizione che guadagnava numeri “in barba al risultato elettorale”, un sorta di amputazione preventiva di un arto per evitare l’arrivo della “cancrena”, ossia un’eventuale sfiducia presentata proprio al sindaco.
Le conseguenze: inaridimento e pressoché scomparsa del dibattito politico
La conseguenza più grave dovuta alla decadenza della massima assise cittadina fu, a Siracusa, la sostanziale fine del dibattito politico, ossia del confronto tra maggioranza e opposizione che, se non fatto a fini ostruzionistici, portava alla crescita collettiva e al raggiungimento di obiettivi comuni per tutti i cittadini. Fine della politica significa fine della fiducia dei cittadini nei propri rappresentanti e la nascita sostanziale di due fazioni, i “pro sindaco” a prescindere e i “contro” a priori. Una città in preda alle tifoserie, incapace di distinguere tra le scelte valide fatte dalla Giunta – perché ci sono state – da quelle invece evidentemente da rivedere, spesso però ammesse tardivamente da chi di dovere.
Senza il dibattito, senza il confronto costante, senza interrogazioni, interpellanze, mozioni da parte anche dei consiglieri di maggioranza, manca la vita politica in città e le responsabilità di tute le scelte ricadono interamente sull’esecutivo locale.
Per questo, pur comprendendo la mossa politica del sindaco di Solarino, dettata dalla contingenza degli eventi, memori dell’esperienza siracusana, ci auguriamo che per Solarino si crei un’alternativa valida quanto meno utile a dare voce anche al pensiero in dissenso dall’Amministrazione, magari un’assemblea aperta ad esempio o con criteri di rappresentanza egualitari per i cittadini, al fine di evitare la pericolosa tentazione di circondarsi esclusivamente di “yes man” (o “yes woman”).











