La mostra dell’artista maltese celebra la memoria condivisa e le radici barocche
Il progetto supera i confini della classica esposizione per trasformarsi in un autentico dialogo culturale tra due realtà profondamente legate dalla storia del Mare nostrum.
L’evento, curato dal docente Louis Laganà e dalla dott.ssa Valentina Capizzi, nasce da un percorso intimo e identitario. Affonda le radici nella storia familiare dell’artista, ma si apre a una riflessione più ampia sul Mediterraneo come luogo di connessione e appartenenza.
Per Bella Mulé esporre a Noto significa compiere un viaggio alle origini della propria famiglia paterna. Nata e cresciuta a Malta, l’artista ha custodito fin dall’infanzia il ricordo di Noto attraverso i racconti familiari, le tradizioni e il desiderio di riscoprire la propria storia: “Per me ‘Noto è Bella’ rappresenta molto più di una mostra. – dichiara Bella Mulé – È un omaggio alle origini della mia famiglia, alla città che ha sempre occupato un posto speciale nel mio cuore e ai profondi e duraturi legami culturali tra Malta e la Sicilia”.
La mostra racconta la città barocca come luogo dell’anima, custode di memoria e identità. Il percorso espositivo unisce diverse tecniche in un dialogo tra passato e contemporaneità: pittura, acquerello, fotografia e arte digitale, l’uso dell’oro come simbolo di luce della pietra barocca, tonalità blu e turchesi per evocare il mare Mediterraneo.
“Noto è Bella” vuole essere soprattutto un manifesto di cooperazione culturale internazionale. Malta e la Sicilia rappresentano due patrimoni Unesco che condividono una storia fatta di stratificazioni culturali.
La scelta di Noto risiede proprio nella volontà di valorizzare il patrimonio materiale e immateriale che unisce le due comunità. L’arte diventa così il linguaggio universale ideale per rafforzare le relazioni e il dialogo tra i popoli del Mediterraneo.
Lungo queste rotte condivise, Malta e la Sicilia hanno scritto pagine di una stessa storia: un crocevia dove la pietra barocca, la lingua, le tradizioni e l’arte si sono contaminate a vicenda, trasformando la vicinanza geografica in una cultura comune.
Le opere, caratterizzate da tonalità delicate e materiali preziosi, invitano i visitatori a un’esperienza di contemplazione e introspezione, guidati dalla bellezza che nasce dall’incontro tra emozione e territorio.









