Il rogo di matrice dolosa che ha colpito la riserva naturale scatena la reazione di ambientalisti, politica e associazioni che denunciano quarant’anni di mancata prevenzione antincendio
Un incendio di chiara matrice dolosa ha devastato vaste aree della Riserva naturale orientata fiume Ciane e Saline, arrivando a lambire anche il quartiere Isola e costringendo diverse famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni. L’episodio ha scatenato la reazione di associazioni ambientaliste, forze politiche e istituzioni cittadine, che puntano il dito contro anni di gestione ritenuta inadeguata del sito naturalistico.
A intervenire per primi sono stati il Comitato Parchi, la LIPU e Italia Nostra, che in un comunicato congiunto firmato da Giuseppe Ansaldi, Carmelo Iapichino e Liliana Gissara definiscono il rogo l’ennesima conferma di un fallimento gestionale da parte del Libero Consorzio, ente affidatario della riserva. Secondo le tre associazioni, per oltre quarant’anni l’ente gestore avrebbe sistematicamente disatteso le prescrizioni previste dalla convenzione di affidamento in materia di prevenzione antincendio, senza attuare piani di monitoraggio efficaci né interventi strutturali. Le associazioni puntano il dito soprattutto sulla mancata manutenzione dei canneti, cresciuti negli anni senza sfalci periodici fino a trasformarsi in un accumulo di biomassa secca pronta a incendiarsi.
A prendere parola è stato anche il presidente del Consiglio Comunale, Alessandro Di Mauro, che ha voluto esprimere la propria vicinanza alle famiglie del quartiere Isola coinvolte nell’emergenza, annunciando tre richieste precise a nome dell’intera assemblea cittadina: l’accertamento rapido delle cause del rogo, la quantificazione dei danni subiti da famiglie e aziende con la richiesta alla Regione dello stato di calamità, e un piano straordinario di pulizia, sorveglianza e realizzazione di vasche antincendio per l’area delle Saline.
Sul fronte politico interviene anche il gruppo consiliare di Forza Italia, che chiede chiarimenti a Giansiracusa, e al sindaco Francesco Italia, sulla programmazione degli interventi di prevenzione incendi nel territorio provinciale e comunale. Il gruppo ricorda come il Governo regionale abbia stanziato quest’anno 25 milioni di euro, di cui 15 milioni destinati espressamente alla prevenzione incendi, risorse che secondo Forza Italia avrebbero dovuto tradursi in interventi concreti e tempestivi. “Non possiamo assistere all’ormai ciclico sviluppo di incendi nel nostro territorio, puntuale ad ogni estate, come se fosse una fatalità, non lo è, è il frutto di una mancata programmazione”, dichiara il gruppo consiliare di Forza Italia.
Gli esponenti azzurri chiedono nello specifico di conoscere come i fondi regionali siano stati programmati e impiegati dai due enti, quali interventi siano stati pianificati e realizzati e con quale cronoprogramma, oltre a chiarimenti puntuali sull’esistenza di un piano specifico per l’area della Riserva delle Saline, che nella migliore delle ipotesi risulterebbe comunque tardivo rispetto all’emergenza verificatasi.
Salvo La Delfa, coportavoce provinciale di Europa Verde Sicilia, chiede di accertare non solo le responsabilità di eventuali piromani ma anche quelle politiche legate allo stato di incuria in cui la riserva versava da tempo, sollecitando un utilizzo più oculato dei fondi già stanziati e un dirottamento di risorse verso la protezione concreta dell’area.
Resta ora da chiarire nei prossimi giorni l’entità esatta dei danni provocati dalle fiamme e le eventuali responsabilità.
(Foto: Pippo Ansaldi)









