Il report della Fondazione L’Albero della Vita: il 23,6% degli studenti conclude gli studi senza competenze minime e il 22,8% dei giovani non studia né lavora
In Sicilia l’abbandono scolastico continua a rappresentare una delle criticità sociali ed educative più allarmanti del Paese. Nell’Isola la dispersione scolastica esplicita raggiunge il 13,7%, un valore marcatamente superiore rispetto alla media nazionale dell’8,2%, posizionando la regione tra le aree con i tassi di abbandono più elevati d’Italia.
A lanciare il monito, elaborando gli ultimi dati Istat, è la Fondazione L’Albero della Vita, in occasione del rinnovo della campagna solidale Back To School, che prevede la distribuzione di 500 kit scolastici a famiglie in condizioni di fragilità in diverse città italiane, tra cui Palermo.
Il dossier mette in luce una problematica ancora più profonda: la dispersione scolastica implicita, ovvero la condizione di quegli alunni che, pur arrivando al termine del ciclo di studi e conseguendo il diploma, non acquisiscono i livelli minimi di apprendimento e competenze richiesti.
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Dispersione implicita al 23,6%: Quasi un quarto degli studenti siciliani conclude la scuola con gravi lacune formative di base, un dato che raddoppia la media registrata nel resto del Paese.
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Emergenza NEET (15-29 anni): Il divario formativo si riflette direttamente sulle prospettive occupazionali: in Sicilia il 22,8% dei giovani compresi nella fascia d’età tra i 15 e i 29 anni non è inserito in alcun percorso di studio, tirocinio o attività lavorativa.
I fattori che alimentano la piaga dell’abbandono si concentrano in particolar modo nelle periferie e nei contesti urbani caratterizzati da marginalità economica. In questi territori l’intersezione tra bassi livelli di scolarizzazione dei nuclei familiari, assenza di servizi educativi di prossimità e penuria di presidi culturali strutturati amplifica il rischio di esclusione precoce per i minori.










