Il capogruppo Cavallaro: “Presentata un’interrogazione a metà luglio, nessun riscontro dall’amministrazione”
“Qualcosa, finalmente si muove, ma non ancora abbastanza”. Paolo Cavallaro, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale a Siracusa, torna sulla questione del mancato funzionamento della casetta dell’acqua installata al carcere di Cavadonna, dopo la presentazione di un’interrogazione – a metà luglio – sulle numerose criticità segnalate dal Garante dei detenuti, chiedendo quali iniziative l’Amministrazione avesse assunto o intendesse assumere, quali interlocuzioni fossero state avviate con gli enti competenti e se il Comune intendesse farsi parte attiva per favorirne la soluzione.
“La risposta orale avrebbe dovuto essere resa nella seduta del Consiglio comunale del 3 agosto. In assenza dei rappresentanti dell’Amministrazione chiamati a rispondere, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha abbandonato l’aula per protesta e, il giorno successivo, ho chiesto formalmente una risposta scritta. Subito dopo quella seduta avevo anche inviato una nota al segretario generale, al sindaco e al presidente del Consiglio Comunale, chiedendo a ciascuno, per quanto di propria competenza, di intervenire affinché venisse assicurato il rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali e fornita risposta all’interrogazione”.
Ad oggi, secondo quanto comunicato dal referente di Fratelli d’Italia, non è arrivato alcun riscontro dall’Amministrazione. “Non è la prima volta che i consiglieri comunali sono costretti a sollecitare o addirittura a reiterare interrogazioni rimaste senza risposta. È un problema che va ben oltre il singolo consigliere o la singola forza politica”. Nel frattempo, fa sapere Cavallaro, dopo un ulteriore sollecito del 14 agosto, Aretusacque ha risposto: “Il gestore ha chiarito di essere subentrato nella gestione del servizio idrico integrato dal 25 giugno e ha comunicato che, proprio con il Comune di Siracusa, sono in corso verifiche tecniche per accertare le modalità di alimentazione dell’impianto e quelle attraverso le quali eventualmente consentire l’inserimento della Casetta dell’Acqua nel perimetro delle infrastrutture affidate al nuovo gestore. È una risposta utile, ma ancora interlocutoria e non risolutiva. Il dato concreto resta infatti immutato: da mesi i detenuti non possono usufruire di un servizio che consentiva loro di avere acqua da bere senza dover spendere denaro per acquistare bottiglie”.
“La risposta di Aretusacque rende ancora più necessario conoscere la posizione dell’Amministrazione: se sono in corso verifiche con il Comune, è proprio il Comune che deve spiegare quali iniziative siano state assunte, a che punto siano queste verifiche e in quali tempi si intenda arrivare a una soluzione. Per questo ho deciso di rivolgermi nuovamente al Segretario Generale e, questa volta, anche al Direttore Generale del Comune, chiedendo un intervento affinché venga finalmente assicurato il riscontro all’interrogazione e si chiariscano tempi e modalità per il ripristino del servizio”.
Poi Cavallaro attacca la Giunta guidata dal sindaco Francesco Italia: “Alle volte, nel rapporto tra Amministrazione e Consiglio comunale, sembrano alzarsi muri difficilmente comprensibili, che ritengo derivino anche da una non piena consapevolezza del ruolo istituzionale che il consigliere comunale è chiamato a svolgere. Non si chiede un favore né una particolare attenzione personale. Si esercita una funzione istituzionale attribuita dalla legge e dal mandato ricevuto dai cittadini. Qui, peraltro, non si tratta di cercare colpevoli. Si tratta di risolvere una questione concreta, che presenta un evidente profilo umano e sociale, e, allo stesso tempo, di garantire il corretto rapporto tra Amministrazione e Consiglio comunale. Aretusacque ha risposto. Ora attendiamo che lo faccia anche il Comune”.










