La pressione turistica sulla riserva naturale si estende oltre le strade coinvolgendo anche i fondi agricoli circostanti dove le vetture parcheggiate hanno danneggiato le tubazioni degli agrumeti
Il problema dei parcheggi a Vendicari non si limita più alla viabilità e alle difficoltà di chi raggiunge una delle mete naturalistiche più frequentate della Sicilia sud orientale. In questi giorni la pressione delle presenze turistiche sta producendo conseguenze dirette anche sui terreni agricoli che circondano la riserva, con automobili lasciate all’interno di proprietà private e disagi crescenti per chi quei terreni li coltiva ogni giorno.
È quanto sta accadendo nella zona di Calamosche, dove i visitatori, non trovando spazi di sosta regolamentati, hanno cominciato a occupare terreni agricoli privati utilizzandoli come parcheggio improvvisato. Una situazione che, oltre a creare disagio ai proprietari dei fondi, ha provocato danni concreti agli impianti di irrigazione degli agrumeti presenti nell’area.
Il passaggio ripetuto delle automobili e le manovre effettuate all’interno dei terreni hanno danneggiato tubazioni e altri elementi degli impianti, con conseguenze che vanno oltre il semplice fastidio momentaneo. Per un’azienda agricola un sistema di irrigazione compromesso significa dover intervenire con riparazioni o sostituzioni delle parti danneggiate, oltre a dover gestire un’attività produttiva che non può fermarsi senza subire ripercussioni economiche.
Il caso di Calamosche mette in luce un aspetto spesso sottovalutato quando si parla del flusso turistico verso Vendicari, ovvero il fatto che la pressione sulle infrastrutture e sugli spazi disponibili non riguardi soltanto le strade e i parcheggi autorizzati, ma finisca per coinvolgere anche il territorio agricolo circostante.
Da un lato ci sono migliaia di visitatori che ogni giorno cercano di raggiungere le spiagge e i sentieri della riserva, dall’altro residenti, proprietari terrieri e imprenditori agricoli che devono poter continuare a svolgere le proprie attività senza subire le conseguenze della carenza di spazi organizzati per la sosta.
“Non si tratta di mettere in discussione il valore del turismo né la presenza dei visitatori – hanno spiegato alcuni dei proprietari dei terreni coinvolti dal fenomeno – dal momento che Vendicari resta una delle principali attrazioni naturalistiche del territorio e il turismo rappresenta una risorsa importante per l’economia locale. Proprio l’importanza raggiunta da questa destinazione, tuttavia, rende sempre più evidente la necessità di una gestione capace di conciliare accoglienza, tutela ambientale, sicurezza, viabilità e attività agricole”.
Il dito è puntato contro il Comune di Noto e l’ente gestore della Riserva di Vendicari: “sono in grado di garantire ai visitatori servizi adeguati e condizioni di sicurezza – chiedono i proprietari – a fronte di un biglietto d’ingresso che ammonta a 3,50 euro?”.
“Il problema – è il punto di vista del sindaco, Corrado Figura – è in realtà il risultato di una serie di interventi e attività propedeutiche che coinvolgono soggetti ed enti diversi dal Comune di Noto. A questo si aggiunge una vicenda interessata direttamente da attività di indagine della magistratura, circostanza che inevitabilmente incide sui tempi e sulle possibilità di intervento”.
Negli ultimi mesi sono stati realizzati alcuni lavori di miglioramento della viabilità nella riserva, grazie ad un finanziamento di oltre 665 mila euro ottenuto dal Comune grazie ai fondi Pnrr: “ripristino viabilità di accesso e vie di fuga alla riserva – oasi faunistica di Vendicari”.
“Vendicari è un patrimonio straordinario di Noto e noi siamo i primi ad avere interesse affinché venga tutelato – ha concluso il sindaco -, valorizzato e reso fruibile in condizioni di sicurezza. Proprio per questo stiamo lavorando, nelle sedi competenti e insieme agli altri soggetti coinvolti, per individuare soluzioni concrete e sostenibili”.










