Nel vigneto assegnato alla Fondazione San Vito sono stati raccolti quasi il doppio dei quintali rispetto al 2025 grazie anche al contributo degli utenti della comunità terapeutica Myrhiam Rinascita
Un raccolto quasi raddoppiato rispetto allo scorso anno ha premiato la vendemmia della legalità che si è svolta nel vigneto di contrada Fiumelungo, a Salemi, all’interno di un fondo confiscato alla mafia e affidato dal Comune alla Fondazione San Vito Ets, che opera come braccio attivo della Caritas diocesana.
Ieri, tra i filari del terreno un tempo appartenuto alla criminalità organizzata, sono stati raccolti 44 quintali di uva Grillo, contro i 23 quintali registrati nella vendemmia dello scorso anno. Un risultato che testimonia la buona riuscita del ciclo produttivo di quest’anno, nonostante le difficoltà legate alle temperature elevate che hanno caratterizzato l’estate.
Anche quest’anno alla raccolta hanno preso parte nove utenti della comunità terapeutica Myrhiam Rinascita di Salemi, coinvolti in un’attività che unisce il recupero personale al lavoro agricolo su un terreno simbolo della riconversione dei beni sottratti alle organizzazioni criminali. Tra chi ha lavorato tra i filari anche il presidente della Fondazione San Vito, Vito Puccio, che ha commentato l’andamento della vendemmia.
“Abbiamo anticipato la raccolta per il gran caldo che stava mettendo a rischio l’uva, quest’anno il vigneto è stato generoso, facendoci raccogliere quasi il doppio di uva rispetto allo scorso anno”, ha dichiarato Puccio, spiegando le ragioni che hanno spinto la Fondazione ad accelerare i tempi della raccolta rispetto alla programmazione iniziale.
L’iniziativa rientra tra le attività che la Fondazione San Vito porta avanti nell’ambito del progetto di turismo rurale di Salemi, un percorso che nei prossimi giorni sarà illustrato a una delegazione tunisina guidata dall’arcivescovo di Tunisi, monsignor Nicolas Lhernould. La delegazione arriverà in Sicilia giovedì e nel pomeriggio di venerdì farà tappa proprio al turismo rurale “Al Ciliegio”, nell’ambito del gemellaggio avviato tra le diocesi di Mazara del Vallo e Tunisi.










