Mobilitazione fissata per domenica 6 settembre: “I contribuenti traditi dal Fisco non tollerano più questa ingiustizia”
A trentasei anni dal terremoto che nel 1990 colpì la Sicilia orientale, si riaccende la battaglia per la restituzione delle somme IRPEF spettanti ai contribuenti delle province di Siracusa, Ragusa e Catania. Il Partito Comunista Italiano (PCI) ha annunciato la convocazione di un’Assemblea Interprovinciale per domenica 6 settembre alle ore 18:00 in via Foro Siracusano 43, davanti alla sede storica dell’ex Provincia Regionale di Siracusa.
La mobilitazione intende superare lo stallo istituzionale e dare voce a migliaia di lavoratori dipendenti, autonomi, pensionati ed eredi che attendono la liquidazione delle istanze presentate.
Nel documento diffuso dal comitato promotore vengono fissati i punti chiave della vertenza rivolti agli enti locali, alla politica e all’amministrazione finanziaria:
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Consiglio Interprovinciale straordinario: richiesta formale ai vertici dei Liberi Consorzi di Ragusa e Siracusa (Maria Rita Schembari e Michelangelo Giansiracusa) e al sindaco metropolitano di Catania (Enrico Trantino) per convocare una seduta congiunta con la deputazione nazionale, propedeutica all’istituzione di un tavolo permanente con i ministeri competenti;
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Fronte comune contro i veti normativi: superamento delle divisioni territoriali a seguito delle bocciature degli emendamenti pro-rimborsi nelle ultime manovre finanziarie statali;
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Sblocco delle pratiche all’Agenzia delle Entrate: liquidazione immediata dei rimborsi richiesti antecedentemente al marzo 2010 e definizione di un cronoprogramma per le domande successive o ancora da formalizzare.
«I contribuenti leali, traditi dal Fisco, non sono più disposti a tollerare questa ingiustizia fiscale. È tempo che le istituzioni territoriali facciano sentire unitariamente la voce dei cittadini delle tre province a Roma per restituire dignità e diritti a chi attende da decenni». — Vittorio Marco Gambuzza, Comitato Provinciale e Regionale PCI
L’assemblea del 6 settembre resta confermata, con l’impegno a trasformarla in un momento di raccordo istituzionale qualora venga convocato prima il richiesto Consiglio Interprovinciale.










