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Frana di Niscemi, al via i primi aiuti M5S alle famiglie colpite

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Fondi dal taglio degli stipendi dei parlamentari. Damante, Lorefice e Scerra: “Manteniamo gli impegni, il governo invece latita”

Prende ufficialmente il via l’erogazione dei primi aiuti economici destinati ai cittadini colpiti dal dissesto idrogeologico nel comune nisseno. I parlamentari del Movimento 5 Stelle Ketty Damante, Pietro Lorefice e Filippo Scerra hanno annunciato l’avvio della consegna dei contributi finanziati direttamente attraverso le restituzioni e il taglio delle indennità dei parlamentari pentastellati.

Il piano di sostegno prevede lo stanziamento di risorse fino a un tetto complessivo di 300 mila euro, finalizzato a dare sollievo immediato ai residenti che hanno subito gravi danni a seguito degli smottamenti che hanno interessato il territorio.

Il piano di erogazione e le prime cinquanta famiglie

L’intervento di solidarietà si svilupperà per fasi progressive a partire dalle domande pervenute nelle scorse settimane:

  • Primo scaglione di beneficiari: erogazione immediata di un acconto economico riservato alle prime 50 famiglie colpite dagli eventi franosi;

  • Proseguimento dell’iter: scorrimento e copertura progressiva nei prossimi mesi di tutte le ulteriori istanze presentate dai cittadini lo scorso mese;

  • Fondi parlamentari: dotazione fino a 300.000 euro derivante dal fondo di restituzione degli stipendi del M5S;

  • Attacco all’esecutivo: dura contestazione da parte degli esponenti pentastellati verso l’operato del governo Meloni, accusato di non aver ancora trasferito le risorse promesse con il cosiddetto “decreto Niscemi”.

«La decisione di destinare fino a 300mila euro per i cittadini di Niscemi è stata fortemente voluta dal Movimento per aiutare tutte quelle persone in difficoltà dopo la frana che ha provocato ingenti danni. Abbiamo scelto di mantenere un impegno passando dalle parole ai fatti. Lo stesso non si può dire del governo Meloni, che invece latita e lascia il territorio ancora privo dei fondi promessi nonostante il decreto varato nei mesi scorsi». — Ketty Damante, Pietro Lorefice e Filippo Scerra, Parlamentari del Movimento 5 Stelle

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