Interrogazione del senatore Dem al Ministro dell’Agricoltura. Il costo al litro è precipitato in pochi mesi: “Dinamiche anomale e pochi acquirenti: c’è un oligopolio che sta schiacciando i produttori”
È allarme rosso nelle campagne siciliane. Il comparto zootecnico, pilastro dell’economia rurale dell’Isola, rischia il collasso a causa di una vertiginosa caduta dei prezzi alla stalla. A portare il caso in Parlamento è il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita, che ha presentato un’interrogazione urgente al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
Al centro della denuncia c’è il prezzo del latte ovi-caprino in Sicilia, passato nel giro di pochi mesi da valori remunerativi a cifre che non coprono nemmeno le spese vive degli allevatori.
I dati riportati nell’atto ispettivo sono impietosi. Fino a poco tempo fa, il latte veniva pagato con punte di 1,60 euro al litro. Oggi, il prezzo è crollato nella forbice tra 1,00 e 1,10 euro. «Un livello spesso inferiore ai costi medi di produzione – sottolinea Nicita – che sta determinando gravi difficoltà economiche per le aziende, già penalizzate dai rincari energetici e dei mangimi».
Ciò che preoccupa il senatore non è solo il calo, ma la dinamica con cui è avvenuto. Secondo le segnalazioni delle organizzazioni di categoria, il mercato sembrerebbe viziato da una forte concentrazione. «Ci sono pochi soggetti acquirenti in grado di influenzare in modo determinante i prezzi – spiega Nicita nell’interrogazione – configurando potenziali assetti oligopolistici». Il sospetto è che tali assetti favoriscano fenomeni speculativi che vanno oltre la normale legge della domanda e dell’offerta, schiacciando la libera concorrenza e strangolando i piccoli produttori.
Per evitare la chiusura di numerose aziende, con conseguente abbandono delle aree interne e perdita di posti di lavoro (soprattutto giovanili), Nicita chiede al Governo tre azioni immediate:
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Verifiche dell’Antitrust: Promuovere monitoraggi urgenti coinvolgendo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per accertare l’eventuale presenza di comportamenti anticoncorrenziali o “cartelli”.
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Sostegno straordinario: Attivare strumenti di tutela per salvaguardare la continuità produttiva delle aziende e il patrimonio zootecnico regionale.
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Tavolo di confronto: Avviare subito una discussione con la Regione Siciliana, le organizzazioni agricole e i rappresentanti della filiera per trovare soluzioni strutturali che garantiscano un prezzo equo.
«Il settore zootecnico – conclude il senatore – non è solo economia, ma tutela del territorio e turismo. Non possiamo permettere che venga smantellato da logiche speculative».



