La giunta regionale siciliana ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale e avanzato richiesta formale di stato di emergenza nazionale per gli eventi meteo che hanno colpito l’isola nelle prime settimane di febbraio
La giunta regionale siciliana ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale per i danni causati dai cicloni che hanno colpito l’isola nelle prime settimane di febbraio 2026. Contestualmente, su proposta del presidente Renato Schifani, è stata approvata la richiesta formale di stato di emergenza nazionale, che dovrà ora essere valutata dal governo centrale. I cicloni coinvolti sono tre: San Valentino, Ulrike e Oriana, che in rapida successione hanno interessato diverse aree della Sicilia provocando danni ancora in corso di quantificazione.
Il provvedimento si aggiunge ai primi interventi già adottati a sostegno dei comuni colpiti dal ciclone Harry e alle misure varate dopo la frana di Niscemi, delineando un quadro di risposta istituzionale che il governo regionale sta costruendo progressivamente man mano che emergono l’entità e la distribuzione dei danni.
“Quello di oggi è un passaggio fondamentale per accelerare le procedure, consentire di stanziare risorse straordinarie e di garantire interventi rapidi ed efficaci”, ha dichiarato Schifani. “Mi sono recato più volte nei comuni della costa ionica e del Catanese per constatare personalmente i danni prodotti dall’anomala ondata di maltempo e continuerò a farlo anche nelle prossime settimane. È un doveroso segnale di attenzione che le istituzioni devono dare a queste comunità. La Regione continuerà a fare la sua parte, affinché nessuno venga lasciato solo in questo momento di difficoltà.”
Secondo quanto certificato dalla Protezione civile regionale, le province che hanno subito i danni più pesanti sono quelle di Palermo, Trapani, Messina e Catania, con i comuni della fascia costiera particolarmente esposti all’effetto combinato del forte vento e delle mareggiate. Le intense piogge hanno gonfiato i corsi d’acqua, provocando tracimazioni di torrenti, allagamenti dei sottopassi e frane diffuse lungo le strade comunali, provinciali e statali, con interruzioni al traffico veicolare in più punti del territorio.
La stima complessiva dei danni è ancora in corso. Le prime valutazioni indicano danneggiamenti alla rete stradale e ferroviaria, ai porti, a edifici pubblici e privati e agli esercizi commerciali. La dichiarazione dello stato di emergenza regionale apre la strada a procedure semplificate per gli affidamenti e gli interventi di ripristino, mentre la richiesta di emergenza nazionale, se accolta, consentirebbe di attingere a risorse straordinarie gestite direttamente dalla Protezione civile nazionale.












