La Commissione Ambiente dell’Ars esamina il riparto del gettito destinato ai Comuni che ospitano gli impianti. Si punta a risarcire i territori storicamente penalizzati
Prosegue a ritmo serrato all’Assemblea Regionale Siciliana l’iter istituzionale per definire le modalità di ripartizione del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi urbani, destinato proprio ai Comuni che ospitano gli impianti.
Dopo aver incassato il via libera preliminare da parte della Giunta regionale guidata dal presidente Renato Schifani, la deliberazione (la n. 163 del 9 aprile 2026) è approdata oggi sui banchi della IV Commissione legislativa permanente Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Ars.
La seduta odierna della Commissione, presieduta dal deputato regionale Giuseppe Carta, ha il compito di esprimere il proprio parere vincolante sul provvedimento, così come previsto dal Regolamento interno. Un appuntamento cruciale a cui prendono parte anche l’Assessore Regionale per l’energia e i servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni, e il Dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti, Arturo Vallone.
Il provvedimento in esame dà concreta attuazione alla legge regionale del 10 febbraio 2025, di cui lo stesso onorevole Carta è stato proponente e relatore.
L’architettura della norma introduce criteri chiari e trasparenti per la redistribuzione economica, ponendo fine a sperequazioni storiche. Le regole per l’assegnazione delle risorse prevedono:
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La distribuzione del 35% del tributo speciale complessivamente riscosso dalla Regione.
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La destinazione prioritaria dei fondi ai Comuni sedi di impianti di smaltimento.
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Una quota di compensazione prevista anche per i Comuni limitrofi che subiscono l’impatto indiretto delle discariche.
Le somme da erogare saranno calcolate in base agli importi effettivamente riscossi dalle casse regionali. In sede di prima applicazione, i calcoli faranno riferimento alle riscossioni dell’anno 2024, con l’erogazione materiale dei fondi prevista entro la fine del 2026.
Il passaggio in Commissione rappresenta una fase vitale per lo sviluppo e il risarcimento ambientale di alcune aree specifiche della Sicilia orientale, che fino a oggi hanno pagato un prezzo altissimo in termini di impatto sul territorio.
L’adozione definitiva del decreto garantirà maggiore equità nella redistribuzione delle risorse, sostenendo concretamente i territori maggiormente coinvolti nella complessa gestione del ciclo dei rifiuti.
L’attenzione è puntata in particolar modo sui comuni di Lentini, Augusta e Melilli. Questi tre centri della provincia di Siracusa ospitano infatti da anni importanti e vasti impianti di trattamento dei rifiuti, senza aver mai ricevuto, fino a questo momento, un solo euro sotto forma di ricaduta e compensazione ambientale. Il nuovo tributo speciale mira proprio a sanare questa anomalia, trasformando il disagio territoriale in risorse da reinvestire per le comunità locali.











