Aggiornato al 28/04/2026 - 13:27
siracusapress.it
Accorpamento

Credito alle imprese, completata la fusione tra Ircac e Crias: Irca pienamente operativo

siracusapress.it

condividi news

Schifani: “L’accorpamento […] ci permette di essere ancora più vicini a un mondo produttivo che guarda alla Sicilia con sempre maggiore interesse”

Con la firma dell’atto di accorpamento definitivo tra Ircac e Crias, diventa da oggi pienamente operativo l’Irca, l’Istituto regionale per il credito agevolato.

Il nuovo ente pubblico economico, controllato dalla Regione Siciliana, nasce con la missione cruciale di sostenere, affiancare e promuovere le imprese artigiane e le società cooperative dell’Isola. L’orizzonte finanziario del nuovo istituto è solido: per l’anno 2026 si prevedono ricavi stimati superiori ai 16 milioni di euro e un margine operativo lordo atteso di quasi 5,4 milioni.

La firma storica è avvenuta questa mattina nella sede palermitana dell’istituto, alla presenza del presidente della Regione Renato Schifani, dell’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo e del commissario straordinario dell’ente, Roberto Rizzo.

Il percorso per arrivare a questo risultato non è stato breve. La fusione per incorporazione era infatti stata prevista dall’articolo 1 della legge regionale n. 10 del luglio 2018.

“Sono passati otto anni dalla legge che istituisce l’Irca, un dato che pone molti interrogativi – ha commentato il governatore Renato Schifani –. Per questo stiamo cercando di superare gli ostacoli burocratici e di cambiare un certo tipo di mentalità. L’accorpamento segue una logica di semplificazione che, evitando duplicazioni e snellendo le procedure, ci permette di essere ancora più vicini a un mondo produttivo che guarda alla Sicilia con sempre maggiore interesse. Attraverso l’Irca superiamo le frammentazioni”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore Edy Tamajo, che ha definito la fusione un passaggio concreto per rendere più efficiente il sistema, riducendo i costi e ottimizzando le risorse in un contesto economico dove servono meno burocrazia e strumenti più rapidi.

Sotto il profilo organizzativo, l’Irca eredita e unisce le competenze precedenti potendo contare su una forza lavoro di ottanta dipendenti (diciotto provenienti dall’ex Ircac e sessantadue dall’ex Crias). Il consiglio di amministrazione sarà composto da cinque membri: tre di nomina regionale e due scelti dalle associazioni di categoria. Attualmente la guida è affidata al commissario straordinario Roberto Rizzo, affiancato dal neo direttore generale Giacomo Terranova, selezionato tramite procedura concorsuale.

La rotta per il prossimo triennio è tracciata dal Piano industriale 2025-2028, che punta all’ottimizzazione gestionale, a investimenti mirati in innovazione tecnologica, a nuove assunzioni e all’erogazione di servizi di consulenza per l’incubazione e lo sviluppo d’impresa. All’istituto è stata inoltre affidata una quota di fondi strutturali europei espressamente dedicata al sostegno delle startup.

Il fiore all’occhiello delle misure gestite dall’Irca è il bando “Più Artigianato”, che vanta una dotazione finanziaria di ben 36 milioni di euro annui. Questa misura offre alle imprese iscritte all’albo contributi a fondo perduto fino al 35% delle spese sostenute e un abbattimento degli interessi bancari che può raggiungere l’80%, coprendo investimenti vitali come l’acquisto di macchinari, attrezzature e la ristrutturazione dei locali.

Per quanto riguarda il ventaglio complessivo degli strumenti finanziari messi in campo, l’offerta si divide in due grandi filoni. Per le società cooperative sono disponibili il credito di esercizio (anche specifico per le startup), il credito a medio termine per l’impianto e gli strumenti per l’aumento del capitale sottoscritto.

Parallelamente, il settore degli artigiani potrà beneficiare di un’ampia gamma di opzioni: dal credito di esercizio (diretto e per la formazione di scorte) al credito a medio termine, passando per i contributi in conto interessi destinati al ripianamento delle esposizioni debitorie pregresse, fino ad arrivare a specifici finanziamenti per le imprese agricole volti alla formazione di scorte.

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni