L’evento ideato e diretto da Sergio Russo porta al Teatro Tina Di Lorenzo di Noto un percorso tra le opere di Francisco Goya e la modernità, con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna e dell’Instituto Cervantes
Il 7 maggio 2026, alle 18.30, il teatro Tina Di Lorenzo di Noto ospiterà “Goya. Il coraggio di guardare”, un evento culturale ideato e diretto da Sergio Russo, che negli ultimi anni ha costruito un percorso di ricerca e divulgazione storico-artistica nel territorio del Sud-Est siciliano.
L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, dell’Instituto Cervantes, della Regione Siciliana — con l’Assessorato all’Istruzione e Formazione Professionale e l’Assessorato Turismo Sport e Spettacolo — del Comune di Noto, della galleria etnoantropologica, dell’associazione OpeNoto e del Distretto Turistico Sud-Est.
Al centro della serata c’è Francisco Goya, pittore aragonese che agli inizi dell’Ottocento trasformò la sua arte in uno strumento per raccontare la violenza della guerra, le contraddizioni del potere e la fragilità della condizione umana. Il percorso proposto non si limita alla dimensione biografica o stilistica, ma vuole mettere in relazione la visione del maestro spagnolo con la sensibilità contemporanea, mostrando quanto le sue opere restino capaci di interrogare chi le guarda.
La serata si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco di Noto Corrado Figura e del direttore dell’Instituto Cervantes di Palermo Juan Carlos Reche Cala. A moderare i lavori sarà Carman Attardi. Interverrà anche Frankie Terranova, direttore della Strada del Vino del Val di Noto, e Laura Liistro, presidente della galleria etnoantropologica.
La parte musicale della serata è affidata a Salvo Passanisi, Pamela Patania e Francesca Ussia. Il programma del concerto alterna brani legati all’identità italiana e spagnola — gli inni nazionali dei due paesi — a pagine celebri del repertorio europeo: la Carmen di Georges Bizet, Le vie en rose di Edith Piaf, la Barcarolle di Jacques Offenbach, il tema di Nuovo Cinema Paradiso di Ennio Morricone e quello della Schindler’s List di John Williams.
La scelta di questi brani non è casuale: come Goya cercò di guardare il mondo senza distogliere gli occhi da ciò che era scomodo, anche la musica scelta per la serata attraversa il dolore, la memoria e la bellezza senza separare l’una dall’altra.
L’evento segna anche un momento di avvicinamento concreto tra Noto e la Spagna, due realtà accomunate da una stratificazione storica e artistica che raramente trova occasioni di dialogo pubblico di questo livello.
Sergio Russo ha costruito negli anni un profilo di divulgatore culturale radicato nel territorio: tra le sue iniziative, la pubblicazione del volume dedicato ai cannoni di Avola e alla battaglia di Capo Passero dell’11 agosto 1718, un lavoro di ricerca storica e scientifica che ha rappresentato anche un omaggio all’archeologo Sebastiano Tusa.











