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Miasmi a Siracusa, la Procura apre un’inchiesta sul polo petrolchimico di Priolo

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Il Procuratore capo Sabrina Gambino conferma l’avvio delle indagini sulle esalazioni: “Ci sono accertamenti in corso sulle emissioni industriali”

La Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto un fascicolo d’inchiesta per fare piena luce sull’origine dei miasmi che stanno interessando lo stabilimento e le aree urbane attorno al polo petrolchimico di Priolo Gargallo.

La conferma dell’avvio dell’azione giudiziaria è arrivata direttamente dal Procuratore capo, Sabrina Gambino, la quale ha sottolineato che vi sono precisi “accertamenti in corso”.

L’obiettivo dei magistrati è verificare se all’interno degli impianti industriali siano state violate le rigide norme statali a tutela delle emissioni in atmosfera e della salute pubblica.

Il filone giudiziario si muove in parallelo con le attività di monitoraggio ambientale e di ordine pubblico coordinate dalle autorità di governo del territorio.

I tre passaggi chiave previsti per le prossime ore nella gestione dell’emergenza:

  • La relazione tecnica: la presentazione ufficiale del report di Arpa Sicilia contenente i risultati chimici dei monitoraggi effettuati dalle centraline;

  • Le misure immediate: la definizione dei primi provvedimenti restrittivi o prescrittivi da adottare nei confronti dei siti industriali responsabili;

  • Il vertice istituzionale: la convocazione di una riunione operativa urgente programmata per questo pomeriggio presso il palazzo della Prefettura di Siracusa.

L’intervento della Procura della Repubblica e dei tecnici di controllo risponde a una fortissima mobilitazione sociale spontanea che ha unito i cittadini dei comuni di Priolo, Melilli e Augusta.

Nelle ultime settimane, i residenti hanno sommerso i centralini delle autorità con innumerevoli segnalazioni relative a molestie olfattive particolarmente intense e bruciori alla gola.

La preoccupazione per la qualità dell’aria respirata ha spinto la popolazione a scendere in piazza nei giorni scorsi, dando vita a una pacifica ma determinata manifestazione di protesta per chiedere tutele reali e l’individuazione dei responsabili dell’evento inquinante.

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