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Le motivazioni

Scioglimento di Francofonte, ecco la relazione prefettizia: “Infiltrazioni criminali e assenza di anticorpi”

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Atti arbitrari, controlli azzerati e parentele pericolose nelle carte della Prefettura: “L’ente è apparso caratterizzato dalla metodologicamente pianificata assenza di barriere contro i pericoli di corruzione”

Rivelazioni sconvolgenti, assenza di filtri di legalità e un condizionamento pervasivo che avrebbe contagiato la gestione della cosa pubblica. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della relazione firmata dal Prefetto di Siracusa – e trasmessa al Ministero dell’Interno – mette a nudo i retroscena che hanno portato allo scioglimento del Comune di Francofonte per infiltrazioni della criminalità organizzata ai sensi dell’art. 143 del TUEL.

Nelle oltre trenta pagine del documento, la Commissione di indagine e la Prefettura tracciano un quadro desolante, definito come un «diffuso quadro di illegalità in diversi settori del Comune di Francofonte, rivelatosi funzionale al mantenimento di assetti predeterminati con soggetti organici o contigui all’organizzazione egemone sul territorio».

Il quadro investigativo: “Assenza di barriere e sfrontata spregiudicatezza”

Gli accertamenti svolti dalla Commissione d’accesso si sono concentrati sulle due sindacature guidate da Daniele Nunzio Lentini (eletto nel 2018 e riconfermato nel 2023). Secondo gli esiti dell’ispezione, l’apparato politico-amministrativo ha mostrato:

«Un contesto gestionale che appare caratterizzato dall’assenza di adeguati filtri e barriere a tutela della legalità e idonei a prevenire interferenze e condizionamenti riconducibili a interessi distorti».

I giudici e gli investigatori sottolineano come, in una realtà di modeste dimensioni, le contiguità fossero note e palesi:

«I fatti riscontrati palesano una significativa spregiudicatezza, a tratti sfrontata, da parte di Amministratori e di responsabili e dipendenti della struttura dell’Ente nell’intrattenere rapporti e conferire benefici, con atti commissivi od omissivi, a soggetti di cui non si poteva non conoscere la connotazione criminale».

Le aziende interdette, i funerali e gli abusi edilizi «tollerati»

Ampio spazio della relazione è dedicato alle aziende direttamente o indirettamente collegate ad ambienti controindicati. La Prefettura richiama in primis i cinque provvedimenti di informazione antimafia interdittiva adottati nei confronti di altrettante ditte, oltre ai sistematici affidamenti diretti in favore di famiglie ritenute vicine al clan Nardo di Lentini.

Tra gli episodi più emblematici citati nella relazione figurano:

  • Settore Funebre e Indigenti: Su 53 interventi relativi a contributi per funerali di persone indigenti, ben 34 mandati di pagamento (pari al 74% della somma stanziata, per oltre 61mila euro) sono stati affidati a imprese collegate a soggetti controindicati.

  • Omissioni sugli Abusi Edilizi: La relazione evidenzia «un’acquiescenza manifesta ed ossequiante» nella gestione degli illeciti urbanistici. Tra questi, spicca una struttura di 65 metri quadri realizzata su suolo pubblico comunale: «Un manufatto stabile ed inamovibile nella centralissima via […] da cui transitano quotidianamente i francofontesi […] mantenuto invadendo ed ostruendo una pubblica strada comunale», per il quale non venivano neppure incassati i tributi dal 2012.

L’azzeramento delle cautele antimafia e i messaggi social

Un intero capitolo affronta il collasso delle procedure di controllo sui contratti pubblici e sui lavori d’urgenza. Dalle audizioni dei dipendenti è emersa un’incredibile approssimazione: un solo operatore accreditato alla Banca Dati Nazionale Antimafia (BDNA) per tutto l’Ente, con dirigenti che dichiaravano a verbale di «non aver mai effettuato controlli antimafia al di sotto della soglia di 150.000 euro» poiché ritenuti non necessari.

Significativi vengono giudicati anche i legami esibiti pubblicamente. La relazione riporta persino un video social risalente al 2020 in cui un esponente della locale criminalità alza un bicchiere di spumante in onore di un amministratore, chiamandolo “compare” e ringraziandolo «per tutto quello che sta facendo per il nostro paese di Francofonte».

La conclusione della Prefettura: “Condizionamento e alterazione della volontà”

Nella proposta trasmessa al Ministero per decretare lo scioglimento del Comune di Francofonte, la Prefettura conclude con parole inequivocabili:

«Si tratta di elementi rilevanti da cui scaturisce un quadro indiziario complessivo che presenta elementi sufficienti a valutare lo scioglimento degli organi ordinari […] emergono concreti, univoci e rilevanti elementi comprovati su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso degli amministratori, tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi».

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