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Rivolta a Cavadonna, Gennuso (FI): “Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola”

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Il parlamentare regionale esprime solidarietà agli agenti: “Attenzione deve rimanere alta per evitare che tali episodi diventino la normalità”

“L’ennesima rivolta all’interno del carcere di Cavadonna, a Siracusa, dimostra ancora una volta quanto sia delicata e preoccupante la situazione che gli agenti della Polizia penitenziaria sono costretti ad affrontare quotidianamente. A ribadirlo è il deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gennuso, intervenendo sui gravi episodi avvenuti nella casa circondariale siracusana.

“Non siamo di fronte a un episodio isolato – sottolinea Gennuso – ma all’ennesima situazione di forte tensione che coinvolge il carcere di Cavadonna. Dietro ogni emergenza ci sono uomini e donne della Polizia penitenziaria che svolgono il proprio lavoro in condizioni difficili, spesso con organici insufficienti e dovendo fronteggiare situazioni che possono degenerare in pochi istanti”.

Per il deputato regionale “è necessario stare vicini alla Polizia penitenziaria e dare un segnale concreto di attenzione a chi ogni giorno garantisce la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari. Gli agenti non possono essere lasciati soli a gestire situazioni di questo tipo”.

“Mi auguro che vengano individuate e adottate al più presto le giuste misure per affrontare una situazione che non può più essere sottovalutata – aggiunge Gennuso –. In particolare, auspico che l’aumento delle unità della Polizia penitenziaria possa avvenire in tempi rapidi. Rafforzare gli organici significa mettere gli agenti nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro con maggiore sicurezza ed efficacia”.

Il parlamentare regionale esprime solidarietà agli agenti feriti nella rivolta: “Auspico che nessuno di loro abbia riportato conseguenze. La solidarietà, però, deve essere accompagnata da fatti concreti. Continueremo a mantenere alta l’attenzione su Cavadonna affinché agli agenti vengano garantite le condizioni necessarie per lavorare in sicurezza e affinché situazioni come quella odierna non diventino la normalità”.

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