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Caro carburante a Siracusa, Cna e Unicoop: impatto devastante sull’economia

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I rincari hanno provocato effetti negativi sull’autotrasporto, sull’intera filiera produttiva e sulle famiglie. Chiesti interventi strutturali e ristori proporzionati alle condizioni del territorio

Il rincaro del gasolio sta mettendo sotto pressione l’autotrasporto e, di conseguenza, l’intero sistema economico siracusano. A lanciare l’allarme sono due associazioni di categoria, Unicoop e Cna Fita Siracusa, che pur muovendo da angolazioni diverse convergono su un punto: il costo del carburante rischia di ripercuotersi su imprese e famiglie.

Secondo Unicoop Siracusa, il gasolio self ha superato i 2,24 euro al litro, mentre i dati Istat indicano che oltre il 92% delle merci trasportate via terra in Italia, in termini di tonnellate, viaggia su strada. Per l’associazione, il trasporto su gomma resta il vettore logistico principale, e un aumento incontrollato dei costi finisce per comprimere margini già ridotti, con effetti che si estendono all’agricoltura, al commercio e alla piccola impresa.

“L’autotrasporto non è un settore tra gli altri: è la circolazione sanguigna dell’economia reale”, dichiara il vice presidente vicario di Unicoop Siracusa, Salvo Piccione. “Se aumentano in modo incontrollato i costi del carburante, si comprimono margini già ridotti e si mette in difficoltà l’intera catena produttiva. Siracusa, con un’economia fortemente legata ad agricoltura, commercio e piccola impresa, non può permetterselo”.

Il rincaro, spiega l’associazione, non resta confinato al serbatoio dei camion: passa dal trasportatore al produttore, dal commerciante alla distribuzione, per incidere infine sui prezzi finali.

“Ogni aumento alla pompa rischia di trasformarsi in un aumento sullo scontrino – aggiunge il direttore provinciale Paolo Campisi -. A pagare non è soltanto l’autotrasportatore, ma anche l’agricoltore, il commerciante e, soprattutto, il consumatore. È una pressione economica che attraversa tutta la filiera”.

“Non servono risposte di pochi giorni – concludono Piccione e Campisi – ma una politica seria sulla logistica e sul costo dell’energia”.

La Cna Fita Siracusa punta l’attenzione sui ristori statali per il caro carburante. Secondo l’associazione, i contributi sono uguali per tutti gli autotrasportatori italiani ma ignorano le differenze territoriali: un litro di gasolio non copre la stessa distanza in Sicilia e in Lombardia. Le strade siciliane, spesso a scorrimento lento e prive di collegamenti autostradali diretti, comportano consumi maggiori a parità di ore lavorate: nello stesso tempo necessario per percorrere la Roma-Milano, un mezzo pesante tra Catania e Trapani copre una distanza decisamente inferiore.

“I ristori sono uguali in tutta Italia, ma le condizioni produttive no», dichiara Francesco Lombardo, presidente di Cna Fita Siracusa. «L’aumento del costo del carburante ha solo amplificato un divario di produttività che le nostre imprese subiscono da sempre, e che qui in Sicilia incide più che altrove”.

L’associazione chiede alla Regione un piano condiviso sulle infrastrutture stradali e ristori mirati a compensare le carenze del territorio, ricordando che i fondi regionali annunciati a fine maggio risultano ancora fermi.

Tra i casi citati dall’associazione figura l’autostrada Siracusa-Catania, chiusa da quasi dieci anni al transito delle merci pericolose. “Ogni carico di questo tipo è costretto a un percorso alternativo che comporta chilometri, tempo e carburante aggiuntivi – conclude Lombardo -. Basterebbe sbloccare questa anomalia per un risparmio immediato e concreto per le imprese. Le imprese di trasporto e logistica del territorio non chiedono trattamenti di favore, ma condizioni di partenza eque: infrastrutture funzionanti, tempi certi e ristori proporzionati al reale svantaggio competitivo del contesto in cui operano”.

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