La nuova applicazione rivolta ai cittadini e dedicata alla gestione dei rifiuti non funziona bene e prevede una serie di criteri che ne riducono l’utilità su ambiti fondamentali
Qualche giorno fa è stata presentata K-Tarip, la nuova app gratuita di Tekra rivolta a tutti i cittadini siracusani e dedicata alla gestione dei rifiuti. Una applicazione, disponibile sia per sistemi Android che IOS, che ha lo scopo di fornire un valido aiuto agli utenti nella gestione della raccolta differenziata e nell’invio rapido di richieste per il ritiro di rifiuti ingombranti, Raee e sfalci di potatura. Tutto in pochi passaggi, attraverso lo smartphone. Un’app che, secondo Tekra, renderà “possibile segnalare i disservizi della raccolta o i problemi di pulizia della tua città attraverso foto e descrizione”.
Fin qui tutto chiaro nelle intenzioni, ma la realtà è un po’ diversa. Da più parti, infatti, arrivano segnalazioni di utenti che hanno provato a usarla, ma con poco successo. Ad esempio, sulla pagina Facebook di Siracusa Sostenibile, i commenti sotto la notizia dell’uscita di questo nuovo servizio smart e digitale, parlano di una app che non funziona, che non è operativa e che respinge di continuo le richieste.
Per capire meglio abbiamo scaricato K-Tarip e abbiamo visto che comprende cinque sezioni. La prima è “Cerca un rifiuto” e si può immaginare che abbia lo scopo, quando vi è un dubbio, di permettere la consultazione di un elenco per cercare un rifiuto e capire il modo corretto in cui smaltirlo e differenziarlo. Provando a cliccarci su, però, spunta un avviso di Aggiornamento Dizionario, con una rotellina che gira senza però condurre a nulla e riportandoci alla pagina principale. La seconda sezione è quella del “Calendario”, che dovrebbe fornire tutte le informazioni sul ritiro dei rifiuti (giorno e tipologia) sia domestici che non domestici. Clicchiamo e ci viene fornito il calendario delle utenze non domestiche del quartiere Acradina. In poche parole viene applicato in automatico un filtro preciso e non c’è modo di farlo sparire.
La terza sezione è “Centri di Raccolta”, che dovrebbe informare su quali siano i centri di raccolta disponibili in città. In effetti, questa volta, cliccando si ottiene l’apertura della mappa e, zoomando su di essa, si arriva alle spunte sui due centri della zona, quello di contrada Arenaura e quello della Targia. Inoltre, con un menù a comparsa, si apre un dettaglio che aggiunge anche la “bilancia mobile” e i percorsi per arrivare a tutte e tre le zone. Peccato però che non vi siano indicazioni su giorni e orari di apertura e, tantomeno, sulla attuale indisponibilità del centro di contrada Arenaura. Della bilancia mobile non viene fornito nemmeno un indirizzo preciso, ma il percorso indicato porta più o meno in zona viale Teocrito.
La quarta e la quinta sezione sono forse le più utili e importanti. La quarta è “Ritiro a domicilio”, che dovrebbe consentire, in pochi passaggi, di poter concordare il ritiro di un ingombrante presso il proprio domicilio. Un servizio fondamentale per il cittadino. Per poterne usufruire, però, bisogna prima registrarsi e lo può fare solo chi è associato a una utenza TARI. E in fondo è giusto che sia così, anche se non riduce il problema di chi vive in affitto irregolare e non ha modo di usufruire del servizio, se non sperando che se ne occupi il proprietario. Ma questa è un’altra storia.
Quello che invece proprio non si comprende è il funzionamento della quinta sezione, in questo momento forse quella fondamentale, ossia “Invia Segnalazione”. In una città devastata dall’abbandono di rifiuti e dalle discariche abusive che invadono molte zone, la possibilità di segnalare attraverso un’app, rapidamente, sarebbe un grande strumento. Anche qui, però, per poterlo fare bisogna registrarsi ed essere associati a una utenza TARI. Altrimenti non si può completare la registrazione. Quindi, per capirci, un ragazzo di 18 o 20 anni (che di solito usa lo smartphone per ogni cosa e in ogni istante), un cittadino non titolare di un contratto regolare di affitto o chi ancora risiede con i genitori non ha alcuna possibilità di esercitare il proprio senso civico e di segnalare l’abbandono di rifiuti per strada. Una scelta, quella di chi ha concepito e sviluppato l’app, molto discutibile e che minimizza o comunque riduce la portata e l’utilità di questo nuovo servizio.
Insomma, l’idea è buona e la visione che l’ha prodotta è positiva ma, tra mal funzionamento e rigidità del sistema scelto, non sembra che essa possa davvero incidere nella gestione dei rifiuti. La speranza è che si possano rivedere questi aspetti, migliorare la fruibilità dell’app e renderla realmente operativa e funzionale. Al momento, di sicuro, non lo è.












