Capitale della Cultura, vince Pesaro: le razioni

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Siracusa non ce l’ha fatta, purtroppo, a conquistare il titolo di “Capitale Italiana della Cultura 2024”
Le reazioni dalla società civile al mondo politico:
Paolo Giansiracusa, Storico dell’Arte, docente Universitario Ordinario, titolare della Iª Cattedra di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Catania:
“Premetto che lo faccio di malavoglia perchè non ho alcuna simpatia per i concorsi di questo genere.
Vince Pesaro e ci si domanda perchè il titolo non sia stato conferito a Siracusa. Ritengo che Siracusa abbia fatto male a intrupparsi in un concorso destinato a città poco conosciute che abbiano bisogno di ottenere un contributo straordinario nell’ambito delle attività culturali. Siracusa è come Roma, Firenze, Venezia, Napoli. Più piccola in termini demografici ma della stessa importanza per la storia e per le emergenze artistiche, architettoniche, archeologiche e naturalistiche del territorio. Vi evito l’elenco dei primati culturali di Siracusa perchè basterebbe fare i nomi di Archimede e Lucia per riempire tutte le caselle dei meriti della città. Siracusa non doveva partecipare perchè, come altri hanno già detto, è capitale da sempre e non le sarebbe servito sicuramente un orpello decorativo da attaccare al medagliere. Siracusa è stata e rimane città capitale! Ciò che le manca è un progetto di rinascita che modifichi il suo aspetto trasandato e sporco, il disordine organizzativo dello spazio urbano, l’abusivismo dilagante in ogni contesto, l’improvvisazione amministrativa e l’assenza totale delle istituzioni in ogni ambito del vivere civile. Per fare questo non bisogna candidarsi ai concorsi a premi ma bisogna sforzarsi di cambiare, rispettando il cittadino residente, migliorando la qualità della vita, potenziando i servizi di pubblica utilità. Se Siracusa non rinasce come città civile il patrimonio d’arte e di storia, che emerge in ogni dove, sarà castigato a rimanere in un obitorio buio. Siracusa può competere con Istanbul o Atene, con Roma o Alessandria d’Egitto. E’ una “Ferrari” che non può e non deve partecipare al raduno delle “Cinquecento”. Però deve mettersi in moto, non può rimanere ferma a dormire sugli allori trascorsi. Deve muoversi con progetti mirati, con programmazioni continue, con idee lungimiranti, con l’intento di valorizzare non solo i quattro palazzi di facciata ma anche la periferia. E’ una “Ferrari” destinata alla ruggine quella che non valorizza il più grande acquedotto della classicità, le mura difensive più imponenti del mondo antico, i suoi poeti e i suoi scienziati studiati in ogni lingua, i suoi santi, i suoi artisti, le sue opere d’arte, la sua memoria mitologica. E’ una “Ferrari” ossidata in ogni ingranaggio quella che non rispetta i cittadini residenti, costringendoli alla fuga dalla città storica ceduta alla fiera di tavolate senza soluzione di continuità. Non doveva essere chiesto al Ministero della Cultura di riconoscere Siracusa capitale della cultura; la domanda non doveva essere posta al Governo Nazionale ma a noi stessi auspicando una presa di coscienza collettiva.”
Pierluigi Chimirri UDC Siracusa

“Registriamo il giustificato rammarico di tanti nostri concittadini per la mancata designazione a capitale italiana della cultura 2024. Qualcuno cerca di spingersi oltre andando alla ricerca dei motivi che hanno, viceversa, determinato che la scelta cadesse sulla città di Pesaro. Alcuni sostengono che a penalizzare la città di Archimede sia stato il fatto che nel 2018 fosse già stata scelta una città siciliana, Palermo. Altri ancora adombrano il sospetto che il sindaco di Pesaro sia molto vicino al PD di cui è esponente il ministro della cultura, Franceschini. Noi pensiamo che alla base dell’esclusione ci sia la consolidata posizione di Siracusa nelle retrovie di quasi tutte le classifiche che contano. Stamani, poi, poco prima della proclamazione sarà, probabilmente, arrivata al tavolo della giuria questa foto: nell’ultima rotonda, ancora da completare, gli autocarri che provengono da Largo Gilippo (davanti Corbino, per intenderci) hanno difficoltà a svoltare alla propria sinistra per via Arsenale, creando file in viale Regina Margherita. I giurati avranno pensato: “ma chisti unnana ghiri”? Come dargli torto!”

Samanta Ponzio Presidente del Circolo Fratelli d’italia di Siracusa Atreju

“L’ennesimo fallimento per Siracusa e per i Siracusani, non eravamo pronti ad affrontare  un contest così importante”.

“Siracusa versa in una grave situazione di vivibilità, non esiste una strada decente, non esiste pulizia, non esiste mantenimento dei beni storici minori, non esistono servizi adeguati per i cittadini e per i turisti e non si può circoscrivere solo su Ortigia, manca proprio la gestione da parte di chi ci amministra. Non basta un logo innovativo, un video sottosopra o qualche progetto culturale per passare concorsi così importanti. “continua il presidente” Cultura è anche partecipazione, comunicazione, non è solo storia, ma come attraverso questa siamo riusciti a farla crescere in economia, in turismo, in abitabilità, in rapporti tra enti e cittadini per progetti comuni. A noi dispiace  che Siracusa non abbia vinto questo titolo che poteva valorizzarla ancor di più e sicuramente avrebbe incrementato l’incoming turistico ma, siamo realisti  incassiamo il colpo e andiamo avanti auspicando che questa amministrazione pensi più ai problemi seri e reali in cui la nostra città purtroppo versa da molti anni, ma in questi ultimi 4 nettamente peggiorata”

Rosano (Noi albergatori Siracusa e Assohotel):

 “Algoritmi e un complesso di operazioni aritmetiche hanno negato alla splendida Siracusa di divenire Capitale italiana della cultura 2024. Un’occasione mancata? Certo che sì. Se la nostra città avesse riportato la vittoria, sicuramente meritatissima, adesso saremmo qui a gioire e festeggiare. E a gioire e festeggiare sarebbero soprattutto gli albergatori e il comparto turistico più in generale”. Così Giuseppe Rosano, presidente di Noi albergatori Siracusa e vicepresidente nazionale di Assohotel, il quale continua: “La maggior parte delle città vincitrici finora ci trasmette una lezione: che tali scelte mirano spesso a far incrementare il turismo in queste destinazioni”.

Rosano continua: “Estraniamoci dalla soggettiva e sbagliata convinzione che il titolo di Capitale della cultura non avrebbe creato maggiori flussi turistici. Affermazione più volte sostenuta anche al cospetto della commissione di selezione da autorevoli esponenti del progetto. Eppure, avevamo avvisato le istituzioni cittadine di stare attenti alle affermazioni di tutti. E i componenti della commissione hanno avuto buon gioco ad ammettere che se la cultura non crea turismo, qual è il senso di dare vincente Siracusa”.

“Allora complimenti a Pesaro – conclude Rosano – a cui auguro di ottimizzare gli obiettivi proposti e di proiettarsi ad accrescere i flussi turistici. Noi siracusani ci consoleremo con la certezza che la cultura scorre all’interno delle nostre vene e di questo continueremo a essere orgogliosi. E poi come   sostiene Paulo Coelho: Nessuna recriminazione sull’ingiustizia subita. Tutte le battaglie nella vita servono per insegnarci qualcosa, anche quelle che perdiamo“.

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