Cna e Noi albergatori Siracusa : “Sì ai concerti la Teatro Greco di Siracusa”

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 “L’unica cosa di cui il mondo non avrà mai abbastanza è l’esagerazione. Così Salvador Dalì bollava coloro che, per virtù o per mania di protagonismo, fanno uso dell’eccesso nell’esprimere un’opinione“. Lo afferma Giuseppe Rosano, presidente di Noi albergatori Siracusa e vicepresidente nazionale di Assohotel, a proposito della posizione di alcuni archeologi e uomini di cultura più in generale, i quali propongono di negare l’utilizzo del Teatro Greco di Siracusa per spettacoli musicali. “Di sicuro l’opinione espressa – continua Giuseppe Rosano – trasuda di incomprensibile catastrofismo: Il Teatro Greco di Siracusa rischia di scomparire, e a dare una mano alla sua rovina potrebbero essere Elisa, Claudio Baglioni e Gianna Nannini” 

Il presidente di Noi albergatori Siracusa si chiede: “Se lo spettacolo fosse stato messo in scena da Andrea Bocelli, i siracusani si spellarono le mani qualche anno fa per applaudire la sua esibizione, sarebbe mutato qualcosa? E allora, cosa cambia se invece di Bocelli, si esibiscono Elisa, Claudio Baglioni o Gianna Nannini? È mai possibile coltivare il pregiudizio che la “gente” che assiste a codesti spettacoli sia talmente incivile da non capire che siede in un ‘tempio sacro’ del V secolo a.C.? Vorremmo ricordare a chi è contrario ai concerti al Teatro Greco di Siracusa che un terzo degli spettatori che affolla normalmente la struttura è costituito da scolaresche di giovani non maggiorenni: gli stessi che amano ascoltare le canzoni della Nannini. E mai nessuno di loro ha compromesso o creato danni al semicerchio dell’antico Teatro”.

Giuseppe Rosano continua: “Certamente, vanno prese delle precauzioni, e su questo siamo d’accordo, quali il numero massimo dei biglietti da mettere in vendita per ogni spettacolo, la presenza di vigilantes, rinforzata da forze dell’ordine, l’impatto dei decibel con dei limiti da non superare. Senza contare la già presente struttura lignea realizzata dalla Fondazione Inda in vista delle rappresentazioni classiche”.

“Quindi nessuna violazione della Carta di Siracusa e nessuna fruizione impropria rappresenterebbe la concessione di assistere a spettacoli musicali a cui, molto spesso, sono presenti pure ultrasessantenni. Ci si deve aspettare anche da costoro salti e balli sui gradini del Teatro? E allora – aggiunge il presidente di Noi albergatori Siracusa – una volta per tutte, è il momento di smetterla con questo immobilismo e mancanza di fare che sembrano propri solo della nostra provincia: i concerti programmati non produrranno alcun irreparabile danno al Teatro Greco di Siracusa ma rappresenteranno ‘solo’, si fa per dire, una straordinaria opportunità di svago e cultura per residenti e turisti dopo due anni da dimenticare e creeranno un ulteriore apporto economico alla collettività cittadina. Quindi – conclude Giuseppe Rosano – qualora venisse accertato che i concerti sono affollati soltanto da persone prive di rispetto per il prestigioso patrimonio archeologico su cui stanno seduti, avremo il giusto e ragionato motivo per impedire per il futuro la programmazione di spettacoli musicali e canori. E non certo per partito preso”.

 

Sui grandi spettacoli al Teatro Greco, intervengono anche  Magnano e Lo Tauro  del CNA di Siracusa: “bene i concerti e inopportuni gli allarmismi, piuttosto si attui un’autentica programmazione condivisa di grandi eventi e manifestazioni collaterali”

  “Rispettabile ma quanto meno inopportuna la presa di posizione di un gruppo di archeologi sugli spettacoli musicali che la cavea del Teatro Greco di Siracusa si appresta ad ospitare nei prossimi mesi”.

Lo dichiarano Rosanna Magnano e Santi Lo Tauro, rispettivamente presidente provinciale e comunale di CNA Siracusa.

“L’avvio di grandi eventi di qualità che affiancano il già prestigioso calendario delle Rappresentazioni Classiche a Siracusa risponde ad una precisa esigenza delle imprese turistiche e ricettive del territorio – spiegano i due esponenti di CNA – ossia quella di allungare ed arricchire l’offerta culturale, proponendo non uno sfruttamento sconsiderato del nostro patrimonio storico e monumentale ma al contrario un utilizzo adeguato nonché una piena valorizzazione, garantita da tutti i necessari controlli e dalle previste autorizzazioni, che gli renda finalmente giustizia, incrementando gli elementi di attrattività anche internazionale”.

“È chiaro, inoltre, che guardando ai nomi scelti per esibirsi, difficilmente si possano riscontrare segnali di discontinuità o comunque non congruità con quanto avviene invece a livello sonoro nel corso degli spettacoli classici quotidiani – proseguono Magnano e Lo Tauro – si tratta infatti di artisti italiani di fama internazionale il cui pubblico non è certo noto per devastazioni o altre esagerazioni”.

“Piuttosto, auspichiamo che questa sia la <<stagione zero>> del rilancio di Siracusa quale città d’arte ma anche di spettacolo – concludono Rosanna Magnano e Santi Lo Tauro – e che per il prossimo futuro ci sia un maggiore coinvolgimento di associazioni e imprese per la pianificazione di un calendario degli eventi che affianchi, accanto alle grandi manifestazioni, anche le iniziative minori ma comunque utili a migliorare e a rendere indimenticabile l’esperienza vissuta da turisti e visitatori della città”.

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