Identificate decine di nuove entità del genere Muticaria tra le rocce calcaree delle province di Siracusa, Ragusa, Caltanissetta e Catania. Un patrimonio inestimabile che oggi richiede tutela
Tra le rocce calcaree e le falesie della Sicilia sud-orientale si nasconde un tesoro di biodiversità sorprendente e, fino a oggi, in gran parte sconosciuto. Una nuova e imponente ricerca scientifica ha portato alla luce la scoperta di ben 60 nuovi molluschi gasteropodi terrestri appartenenti al genere Muticaria.
Lo studio, frutto di anni di meticolose indagini sul campo e di complesse analisi di laboratorio, è stato recentemente pubblicato sul prestigioso Bulletin of the National Museum of Natural History di Malta.
A firmare questa scoperta storica sono due scienziati di altissimo profilo:
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Willy De Mattia: biologo evoluzionista triestino (ma siciliano d’adozione), affiliato al rinomato Naturhistorisches Museum Wien di Vienna e autore di numerosi studi sui molluschi terrestri europei.
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Agatino Reitano: esperto malacologo-paleontologo siciliano e curatore della collezione Invertebrati del Museo di Storia Naturale di Comiso.
La loro ricerca colma un vuoto documentario lungo oltre un secolo. Per rintracciare una monografia di tale ampiezza sulla fauna terrestre siciliana, bisogna infatti risalire alla seconda metà dell’Ottocento, epoca in cui Luigi Benoit pubblicò il suo storico trattato.
Analizzando numerose popolazioni distribuite tra le province di Siracusa, Ragusa, Caltanissetta e Catania, i ricercatori hanno dimostrato che il genere Muticaria è sorprendentemente più diversificato di quanto ritenuto finora.
Si tratta di piccoli e affascinanti organismi:
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Sono caratterizzati da una conchiglia cilindrico-fusiforme.
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Hanno dimensioni minuscole, comprese tra gli 8 e i 20 millimetri.
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Rappresentano linee evolutive indipendenti, isolate per lunghi periodi su piccoli affioramenti rocciosi e valloni.
A testimonianza del legame profondo tra la ricerca e il territorio, molte delle nuove entità descritte sono state dedicate a illustri naturalisti siciliani. Un omaggio particolare è stato rivolto al Direttore Scientifico del Museo Civico di Storia Naturale di Comiso, Gianni Insacco, a cui sono state dedicate le specie Muticaria insaccoi insaccoi e Muticaria insaccoi opposita.
Oltre al suo inestimabile valore scientifico, lo studio lancia un forte monito sulla tutela dell’ambiente.
Queste specie risultano oggi estremamente localizzate, talvolta confinate in aree di poche centinaia di metri quadrati. Popolano habitat fragili e vulnerabili, come falesie costiere o pareti rocciose, costantemente minacciati dall’urbanizzazione, dagli incendi e dalle attività estrattive.
Senza questa fondamentale e tempestiva classificazione tassonomica, forme di vita uniche al mondo avrebbero rischiato di scomparire per sempre, ancor prima di essere ufficialmente riconosciute dalla scienza.












