Aggiornato al 03/03/2026 - 09:42
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Servizio idrico

Aretusa Acque, subentro in salita: 22 milioni di disaccordo e liquidazioni da garantire entro il 31 marzo

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Il passaggio della gestione idrica dal gestore uscente SIAM partirà da Siracusa, ma i nodi sono molti: valori di subentro opposti, liquidazioni da garantire entro il 31 marzo e una frattura politica che esclude Francofonte, Portopalo, Avola, Carlentini e Palazzolo dal consiglio di sorveglianza

Il conto alla rovescia per il subentro di Aretusa Acque nella gestione del servizio idrico provinciale è partito. Il passaggio avverrà per gradi, partendo dalla città capoluogo, secondo il cronoprogramma stabilito. Ma il percorso che porta a quella data è costellato di nodi irrisolti, di cui almeno uno potrebbe rivelarsi dirompente.

Il più urgente è quello finanziario. SIAM, il gestore uscente, ha presentato un conto da 22 milioni di euro per il subentro — una cifra che include le spettanze di fine rapporto del personale, che per legge dovrebbero essere liquidate entro il 31 marzo 2026, e i crediti verso gli utenti, che resteranno in capo al gestore uscente con tempi medi di incasso superiori ai 12 mesi. Dall’altra parte del tavolo, l’ATI idrico ha fissato il valore di subentro in negativo: meno 200mila euro, contro i 22 milioni richiesti. Una forbice di proporzioni difficilmente colmabili in tempi brevi.

In questo contesto, la fase di avvio richiederà ad Aretusa Acque un’adeguata dotazione finanziaria, che il socio privato è chiamato a garantire sotto il controllo del consiglio di sorveglianza. Ma è proprio quel consiglio a rappresentare un altro fronte critico. La sua composizione non ha ancora sanato la frattura politica emersa al momento della nomina: restano fuori Francofonte, Portopalo, Avola e Carlentini, Comuni che non si riconoscono nell’attuale assetto. Assente anche Palazzolo Acreide, che punta a una gestione in house del servizio.

La guida dell’ATI idrico è nel frattempo passata al sindaco di Siracusa Francesco Italia, dopo le dimissioni della commissaria Rosaria Barresi. Un cambiamento che non ha ancora prodotto la ricucitura politica necessaria per affrontare con coesione una transizione di questa portata.

Le sensazioni, a pochi giorni dalle prime scadenze, non sono positive. Il rischio è che il passaggio di consegne avvenga in un clima di contenzioso aperto — finanziario, giuridico e politico — con impatti difficili da prevedere sulla continuità del servizio per i cittadini della provincia.

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