Il monitoraggio civico rileva un peggioramento delle criticità nei quadranti interni dell’isola di Ortigia
La fase più acuta della crisi idrica sembra essere passata, ma parlare di piena normalizzazione del servizio a Siracusa è ancora prematuro. È quanto rilevato con l’ultimo monitoraggio civico dal Comitato “Ortigia Cittadinanza Resistente”. La rilevazione statistica effettuata alle 8.00 restituisce una situazione ancora complessa: alla domanda sulla regolarità della pressione dell’acqua, le segnalazioni negative hanno raggiunto il 31,9% del totale complessivo. Un dato in lieve controtendenza rispetto alla giornata di ieri, quando i disservizi lamentati si erano attestati intorno al 26%.
Dall’analisi delle segnalazioni emerge che le criticità maggiori colpiscono la parte interna e più alta di Ortigia, con particolari sofferenze per le utenze collocate ai piani superiori degli edifici.
“Va precisato che, per quanto riguarda Ortigia, le criticità monitorate dal Comitato sono collegate al sistema di alimentazione del serbatoio di Viale Teracati, che serve direttamente l’isola” – sottolinea il Comitato -.
Resta invece da chiarire la natura dei guasti negli altri quartieri siracusani, che potrebbero dipendere da linee di distribuzione differenti o da altri serbatoi cittadini. Proprio per questa ragione, il comitato di quartiere ha formulato una richiesta ufficiale ad Aretusacque, al Comune di Siracusa e all’ATI (Assemblea Territoriale Idrica) per ottenere un quadro pubblico complessivo delle erogazioni, analizzato area per area.
Nato su iniziativa dei residenti per tutelare la qualità dell’abitare nel centro storico, il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha messo in campo una vera e propria macchina organizzativa. Sono state effettuate circa 2mila rilevazioni civiche, con monitoraggi ripetuti fino a tre volte al giorno e mappature via per via. Un’attività supportata da un gruppo di lavoro tecnico di residenti esperti e affiancata da un presidio legale, che ha già predisposto esposti, modelli di segnalazione e vademecum operativi a tutela dei cittadini.
“Le reazioni arrivate da altri quartieri confermano che il problema idrico ha una dimensione più ampia. Ma non c’è alcuna contrapposizione tra Ortigia e il resto della città. Ortigia non è privilegiata: Ortigia si è organizzata” – dichiara il portavoce di Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente Davide Biondini -.
Un metodo democratico di controllo dal basso che il comitato propone ora come modello anche per le altre zone della città, convinto che la reale efficienza del servizio vada misurata sui fatti: “L’acqua non si misura nei comunicati. Si misura dai rubinetti delle case”.








