[vc_row][vc_column][vc_column_text]
” Il Sindaco non ha saputo cambiare la città reale e cerca di far passare il messaggio che questa di Dolce e Gabbana è Siracusa”
[/vc_column_text][vc_column_text]
Siracusa, con un post su Facebook, l’ex deputato regionale Roberto De Benedictis, esprime approvazione per l’evento D&G ma sottolinea che la città è anche altro e quando si spegneranno i riflettori dello spettacolo, Siracusa tornerà com’era, con i suoi problemi e le sue difficoltà.
Dolce e Gabbana a Siracusa: perché no? Per il nostro turismo sarà una promozione eccezionale, rilanceranno le immagini della città buona, quella che ci piace mostrare nei video e nelle cartoline. Che male c’é? Anzi! Se tutto è solo e soltanto mercato, se conta solo quanta economia può smuovere e se Ortigia è un’ottima merce da vendere, la festa di Dolce e Gabbana è un affare anche per noi.
La città reale, lo sappiamo, è “anche” altro.
Periferie semiabbandonate, disordine, illegalità diffuse, degrado.. cose che sappiamo tutti, inutile elencarle. E staranno lì, non inquadrate dalle telecamere. Perché la festa, come è sempre, racconterà una favola.
Il problema quindi non c’è, perché sono due cose diverse: una è la festa e l’altra è la realtà. L’importante è non confondere le due cose, non sovrapporle, non raccontarsi che Siracusa è tutta lì, in quella che vedranno Dolce e Gabbana e i loro invitati VIP.
Che lo faccia il Sindaco lo posso capire: non ha saputo cambiare la città reale e cerca di far passare il messaggio (senza dirlo, non è così fesso) che questa di Dolce e Gabbana è Siracusa.
Ma tutto finisce, anche le favole: yacht, donne bellissime, VIP, strade pulite e tanto glamour.
Tutti se ne andranno e resteremo noi, come è giusto che sia. A chiederci, forse, finalmente, cosa vogliamo fare di questa città, oltre ai festini, alle passerelle e a questo turismo senza direzione, come tutto il resto.
[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]












