Ivan Strano (Comunisti Italiani) e Leandro Di Mari (AVS) intervengono nel dibattito politico cittadino. “Un cartello progressista non può prescindere dalla sinistra storica. Prioritario combattere l’astensionismo”
Un appello all’unità, ma con condizioni precise legate al rinnovamento della classe dirigente. In vista delle future scadenze elettorali, si muovono le acque nel panorama politico lentinese, con una presa di posizione netta che arriva dall’ala sinistra della coalizione progressista.
A firmare un documento congiunto sono Ivan Strano (Comunisti Italiani – Sinistra Lentini) e Leandro Di Mari (Alleanza Verdi – Sinistra Italiana). Le due forze politiche, dopo un confronto sulle tematiche locali, hanno tracciato il perimetro entro cui, a loro avviso, deve muoversi il centrosinistra a Lentini.
“Nessuna esclusione a sinistra”
Il primo punto fermo riguarda il perimetro della coalizione. Strano e Di Mari rivendicano il ruolo centrale delle loro forze politiche: «Un cartello del centro sinistra non può essere privo di quelle forze che rappresentano il patrimonio storico e i sinceri valori della sinistra laica e plurale, anche in ambito locale». La richiesta è quella di un percorso che privilegi l’inclusività e la ricerca di convergenze per costruire una “piattaforma omogenea”, capace di riportare l’area progressista al governo della città.
La richiesta di discontinuità
Se l’unità è il mezzo, il rinnovamento è la condizione necessaria. Il documento pone l’accento sulla necessità di una proposta politica che sia “credibile, lungimirante e qualitativa”. Per i rappresentanti di Comunisti Italiani e AVS, esiste una precondizione essenziale: «Avviare un processo di ringiovanimento non soltanto anagrafico, che possa dar vita ad una nuova stagione di discontinuità e di rinnovamento della politica locale».
La sfida contro l’astensionismo
L’obiettivo finale di questo cambio di passo non è solo vincere le elezioni contro gli avversari politici tradizionali, ma recuperare la fiducia dei cittadini. «È un percorso essenziale – concludono Strano e Di Mari – per riuscire a fronteggiare il più grande partito, ovvero il partito dell’astensionismo», che anche a Lentini rischia di essere l’attore protagonista delle prossime urne.



