È finita nell’unico modo possibile la vicenda riguardante il futuro di Isab-Lukoil, a poche ore dall’avvio delle sanzioni internazionali sul petrolio russo via mare: il Governo ne assumerà la gestione attraverso un commissario per 12 mesi.
Dopo le inutili comfort letter e le ipotesi più svariate messe in campo, è toccato al Governo Meloni riuscire laddove quello dei “migliori”, a guida Mario Draghi, non ha saputo o magari non ha voluto, chi lo sa, raggiungendo così il risultato sperato per il nostro territorio.
Parte proprio da quest’ultima considerazione l’On. Luca Cannata nel suo commento alla vicenda, e continua: “Fin dal mio insediamento ho considerato questa una priorità, ho incontrato il ministro delle Imprese Adolfo Urso e posto immediatamente alla sua attenzione la questione Isab su cui siamo riusciti a dare, grazie a un attento e preciso lavoro, risposte in tempi record”. Il parlamentare nazionale di Fratelli d’Italia si mostra dunque soddisfatto dopo l’approvazione del Decreto legge in Consiglio dei ministri che di fatto impedisce la chiusura degli stabilimenti Lukoil a Priolo attraverso misure a tutela dell’interesse nazionale nei settori produttivi strategici.
“Il Governo – prosegue l’On. Cannata – era già intervenuto appurando la disponibilità di Sace e attraverso la comfort letter, prima di convocare un tavolo tecnico per discutere la questione e arrivare, oggi, a una soluzione sì tampone ma che risulta indispensabile per tutelare migliaia di posti di lavoro in zona industriale. ”
“Abbiamo dimostrato di essere operativi e fattivi – continua Cannata – tutelando l’occupazione e la produzione. Abbiamo confermato di voler puntare sul rilancio del Polo anche in chiave prospettica con investimenti sul sito”.
L’amministrazione temporanea – si legge ancora nella nota di Cannata – è disposta per un periodo di 12 mesi, prorogabile una solo volta fino a ulteriori 12 mesi. Infine si determinano le procedure con le quali vengono attivate misure di sostegno della capitalizzazione dell’impresa idonee a consentire un rafforzamento patrimoniale ai fini dell’accesso agli interventi erogati dal patrimonio destinato (Cassa depositi e prestiti) e al Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione della attività di impresa (Invitalia).
Il Senatore siracusano del PD Antonio Nicita, autore di un emendamento che avrebbe ispirato l’azione di Governo, interviene così sulla vicenda: “Esprimiamo soddisfazione per l’accoglimento da parte del Ministro Urso della proposta che abbiamo avanzato per l’impianto Isab/Lukoil di Priolo. In particolare due erano le nostre proposte: qualificare l’impianto come infrastruttura critica nazionale e, quindi, di istituire un trusteeship pubblico, nella forma di amministrazione fiduciaria temporanea per garantire la continuità dell’operatività dell’impianto e l’occupazione nell’intero indotto”.
“Il dl approvato dal Governo, che valuteremo nel dettaglio in sede di conversione – prosegue Nicita – ripercorre la proposta che abbiamo avanzato in un emendamento depositato presso la Commissione Bilancio del Senato al DL Aiuti Quater, annunciandolo al Ministro Urso, in cui si ripercorre il modello dell’art.17 della legge tedesca che ha posto in amministrazione fiduciaria Rosneft”.
“Con la gestione fiduciaria – conclude il Senatore del PD – possono essere firmati contratti di approvvigionamento di petrolio non russo, validare gli stessi con il sistema sanzionatorio statunitense, far ripartire le linee di credito, permettere cambi proprietari, applicando la normativa sul Golden Power per garanzie occupazionali e di investimento”.
Anche il presidente della Regione Renato Schifani, che domenica 4 dicembre incontrerà il ministro Urso a Catania insieme all’assessore regionale all’Economia, Marco Falcone, e a quello alle Attività produttive Edy Tamajo, esprime la sua soddisfazione per come si è risolta la vicenda Lukoil: “Al governo nazionale e al ministro Adolfo Urso, in particolare, desidero esprimere il mio apprezzamento e plauso per la pronta soluzione adottata con il decreto che di fatto salva la Lukoil. Desidero dare atto al ministro Urso e alla compagine governativa di aver profuso ogni sforzo e di avere mantenuto gli impegni nella direzione della salvaguardia dell’importante polo industriale e soprattutto dei posti di lavoro. La Regione Siciliana farà la propria parte accanto al governo nel mettere in atto tutte quelle misure e iniziative volte ad agevolare e garantire la sopravvivenza dell’impianto e i livelli occupazionali a rischio.”
Sulla questione registriamo anche la presa di posizione dell’On. Nino Minardo, segretario regionale della Lega Sicilia che ritiene questo del Governo ,“Un intervento tempestivo e deciso che tutela l’interesse nazionale e mette in sicurezza un asset strategico per l’economia siciliana e nazionale”.
Ecco la dichiarazione di Michela Grasso, candidata alla carica di sindaco del comune di Priolo Gargallo: “Esprimo il mio apprezzamento per il lavoro e l’impegno che il Governo Meloni sta profondendo sulla vicenda Lukoil di Priolo, ho appreso da diverse Ansa l’adozione di questo DL che consentirebbe di superare la problematica dell’embargo del petrolio Russo che per via delle sanzioni non potrà più essere importato in Italia dalla mezzanotte del 5 dicembre prossimo. Da cittadina di Priolo e da candidato sindaco di Priolo auspico che il provvedimento sia sufficiente al superamento di tutte le criticità che si paventano con la data del 5 dicembre e che nello stesso tempo questa sia l’occasione dalla quale ripartire con una visione che comprenda un piano di rilancio di tutto il polo industriale. Oggi alle 16, inoltre, il presidente Schifani ha convocato un tavolo al quale sono invitati i soggetti interessati alla vertenza Ias, altra vicenda da non sottovalutare. L’auspicio che mi pongo da madre di famiglia è che durante questo tavolo tecnico emergano le giuste soluzioni per la salvaguardia complessiva di tutto il polo industriale, dei livelli occupazionali e della tutela dell’ambiente“.
Interviene poi l’UGL Territoriale di Siracusa: “Siamo soddisfatti per il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri che mira a salvare dalla chiusura l’Isab Lukoil a causa dell’embargo sul petrolio russo. L’impegno del ministro per le Imprese ed il Made in Italy Adolfo Urso e di tutto il governo Meloni di trovare una soluzione prima del 5 dicembre è stato rispettato ed è una boccata d’ossigeno per le migliaia di famiglie interessate. La novità rispetto ai governi precedenti è che, con l’esecutivo Meloni è passato il principio della tutela degli interessi nazionali sui settori strategici come quello del polo industriale della provincia di Siracusa.”
A dichiararlo il Segretario Ugl Sicilia Giuseppe Messina, il Segretario territoriale di Siracusa Antonio Galioto e Peppino Furci, Segretario provinciale della Federazione Chimici del sindacato.
“La decisione era attesa da mesi – aggiungono – ed in pochissimo tempo il dossier ha trovato una soluzione attraverso una norma specifica che punta a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e l’operatività degli impianti.”
Per il Sindacato Ugl si tratta di una scelta politica più volte auspicata e che tutela la produzione ed i livelli occupazionali, garantendo la continuità del lavoro nella raffineria Isab che impiega con l’indotto circa 10 mila persone.
“Adesso il cambio di passo è necessario al rilancio del Polo petrolchimico – concludono Messina, Galioto e Furci – anche in chiave prospettica con investimenti sul sito per puntare alla transizione energetica.”
Questa la dichiarazione del parlamentare regionale Tiziano Spada: “La risoluzione della crisi Isab-Lukoil è stata frutto di un lavoro svolto in sinergia con il senatore Antonio Nicita che ha permesso di salvaguardare il futuro di migliaia di famiglie”.
La proposta di legge, avanzata dal senatore Nicita in un emendamento depositato presso la Commissione Bilancio del Senato al decreto Aiuti Quater, ha trovato sostegno e approvazione da parte del Consiglio dei Ministri e prevede l’amministrazione fiduciaria temporanea da parte dello Stato.
“La proposta del senatore Nicita – sottolinea Tiziano Spada – è frutto di un confronto all’interno del Partito Democratico nel corso degli ultimi mesi. Siamo soddisfatti della scelta del Governo di utilizzarla per tutelare i livelli occupazionali e salvare oltre 10 mila lavoratori”.
Superata la crisi, per Spada è tempo di pensare al futuro del polo petrolchimico siracusano: “Adesso occorre rilanciare il triangolo industriale – spiega il deputato regionale – mettendo nelle condizioni le imprese che insistono al suo interno di svilupparsi e creare nuovi posti di lavoro. Bisogna altresì garantire la tutela ambientale del territorio su cui sorgono le industrie e dei cittadini che vi abitano. Il prossimo passo deve riguardare necessariamente il depuratore consortile IAS che rischia di mettere nuovamente in ginocchio il polo industriale a causa della continua distrazione sull’argomento da parte del Governo regionale“.
Ecco la nota inviata dal parlamentare 5 Stelle Filippo Scerra: “Finalmente Roma ha battuto un colpo riconoscendo agli impianti Isab – Lukoil e a tutta l’area industriale di Siracusa la centralità e la strategicità che meritano”.
“Già con il governo Draghi – ricorda il parlamentare – avevamo chiesto di valutare una serie di interventi per scongiurare la situazione che si è venuta a creare, operando in maniera simile a quanto avvenne nel 2011 in occasione della crisi libica con Tamoil Italia.”
Un pressing costante da parte del M5S che a fine aprile aveva rivolto un primo appello al Presidente del Consiglio Draghi per mettere in luce le problematiche del triangolo industriale siracusano, mentre a giugno avevano richiesto un incontro al Presidente Draghi e ai Ministri del Mise e del Sud, Giorgetti e Carfagna, sempre per trovare soluzioni volte non solo a tutelare quest’area industriale, ma anche per rilanciare l’economia di questo territorio
Un’azione politica culminata un paio di giorni fa con un’interpellanza al Governo proprio da parte di Scerra con cui si chiede al ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, se “stia valutando di intraprendere nel breve periodo non solo una politica industriale tesa a trovare soluzioni per la crisi contingente, ma anche di promuovere una politica di investimenti per la riqualificazione, rigenerazione e riconversione del polo industriale di Siracusa nella direzione di una transizione sostenibile a livello ambientale, sociale ed economico e che preveda oltre a finanziamenti pubblici adeguati, anche uno snellimento delle procedure burocratiche autorizzative.”
“La notizia arrivata ieri sera sul provvedimento varato dal Governo scongiura la chiusura di Isab Lukoil di Priolo e di fatto ne garantisce la continuità produttiva anche dopo il 5 dicembre 2022, data in cui scatterà comunque l’embargo al petrolio Russo. La chiusura della Raffineria certificherebbe il tracollo del sistema industriale siracusano che conta diecimila posti di lavoro.” Queste le parole di Giuseppe Di Natale e Sebastiano Accolla, rispettivamente Segretari della Uiltec Sicilia e della Uiltec Siracusa. “Superata l’incombenza della data del 5 dicembre, evidenziamo che questo è un primo passo verso la risoluzione del problema, che con la nomina di un Commissario temporale darà margine per riflettere su una soluzione più strutturale e duratura, quale la sicurezza di continuare con le produzioni e la possibilità di una vendita dell’impianto, ovviamente, a player affidabili.
Riconosciamo un plauso a questo Governo che, a differenza del precedente, è intervenuto in maniera tempestiva e risolutiva, ascoltando le proposte del sindacato e riconoscendo che le Raffineria di Priolo rappresenta una produzione strategica per il Paese che, con le forniture di raffinato fornisce un quarto del fabbisogno annuo italiano.
Ribadiamo come questo sia solo un primo passo in attesa dei decreti interministeriali e auspichiamo che non venga abbassata la guardia fino al raggiungimento di una soluzione strutturale definitiva per il sostentamento del settore degli idrocarburi.
A tal fine, occorre affrontare anche la situazione IAS dove il procedimento giudiziario in atto sta minacciando la chiusura dell’intero polo industriale siracusano. Anche qui confidiamo nell’intervento del Governo e nel lavoro della Magistratura affinché valutino che in gioco c’è il futuro dei lavoratori, diretti e dell’indotto, nonché delle loro famiglie.
Ribadiamo che il tessuto industriale siracusano è essenziale e la sua chiusura porterebbe al crollo di quell’asset strategico per le forniture energetiche di tutto il paese Italia.
Il sindacato non permetterà un rischio simile e impedirà che gli eventuali errori posti in essere in passato ricadano sulle spalle dei lavoratori.”
Questa la dichiarazione di Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia: “Il decreto del Governo per Lukoil mette in sicurezza i posti di lavoro, ma il Petrolchimico merita di più. Adesso, servono investimenti perché finalmente una realtà importantissima non solo per Siracusa e per la Sicilia ma per tutto il Paese abbia il giusto rilievo di risorsa strategica“.
Così invece il commissario cittadino di Forza Italia Gianmarco Vaccarisi: “Credo che tutta la Sicilia e in particolare il Siracusano debba un ringraziamento al governo Meloni per aver disinnescato la bomba sociale ed economica rappresentata dalla paventata chiusura della Lukoil. È stata infatti individuata presto e bene una soluzione, dopo che per mesi il governo Draghi aveva sottovalutato il problema, di fatto aggravandolo.
Suona ora grottesco il tentativo di prendersi il merito della soluzione, mentre gli spetta solo il demerito della precedente inattività.
Il problema Lukoil ha visto del tutto assente il parlamentare del Pd eletto nel nostro territorio nella passata legislatura, e stride oggi vedere che anziché esprimere un plauso verso il governo Meloni, esponenti del partito provano a <<vendersi>> l’interventismo del governo come un proprio successo. Addirittura lasciando intendere che il governo, avrebbe accolto la proposta del Pd. Si riconosca, invece, che il governo Meloni del quale il Pd è oppositore, ha affrontato un problema di grande rilevanza con grande senso di responsabilità ed auguriamoci che si possa assicurare un futuro alla Isab.”
Apprezzamenti infine anche dalla FEMCA CISL, attraverso il segretario regionale Stefano Trimboli e quello di Ragusa e Siracusa Alessandro Tripoli: “Siamo soddisfatti per il salvataggio di Lukoil, deliberato ieri con decreto dal Consiglio dei Ministri. È un importante risultato non solo per lo stabilimento di Priolo ma per tutto il territorio, la cui economia è strettamente connessa alla produttività dell’impianto petrolchimico. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani da un lato e l’esecutivo nazionale aprano un percorso di dialogo e collaborazione con le parti sociali per il futuro dell’industria in Sicilia.”
La spada di Damocle: il depuratore IAS
Chiusa una questione, sul petrolchimico però incombe ancora pesante la sorte del depuratore consortile IAS, atteso il prossimo 6 dicembre da quel famoso incidente probatorio che potrebbe, in caso di esito negativo, riaprire l’ipotesi di chiusura degli impianti. C’è poco da festeggiare dunque, ma molto, moltissimo da lavorare per scongiurare, ancora una volta, un dramma socio-economico insostenibile per la nostra provincia.












