La Premier in Sicilia dopo il Ciclone Harry: sorvolo sulle zone colpite e vertice in Capitaneria. 1.500 sfollati nel Nisseno. “I 100 milioni sono solo l’inizio, Governo al lavoro per nuove risorse”
Una visita operativa per toccare con mano le ferite lasciate dal Ciclone Harry. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata questa mattina in Sicilia, concentrando la sua attenzione su una delle criticità maggiori: la gigantesca frana che sta minacciando il centro abitato di Niscemi, in provincia di Caltanissetta.
Dopo aver sorvolato in elicottero i territori devastati dal maltempo, la Premier ha raggiunto il comune nisseno dove ha incontrato il sindaco Massimiliano Conti, il Prefetto e il Capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. La situazione tecnica è complessa: la frana è ancora attiva e il terreno continua a muoversi. Da Palazzo Chigi arriva una constatazione amara ma realistica: “A rendere complesso il quadro è l’impossibilità, finché la frana rimarrà attiva, di identificare con esattezza l’area su cui intervenire e stabilire di conseguenza le modalità di intervento”. Nel frattempo, circa 1.500 cittadini rimangono evacuati dalle loro abitazioni.
Successivamente, la Premier si è spostata alla Capitaneria di Porto di Catania per un vertice istituzionale allargato. Al tavolo erano presenti il Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, il Governatore Renato Schifani e i sindaci delle tre città della costa orientale maggiormente colpite: Enrico Trantino (Catania), Federico Basile (Messina) e Francesco Italia (Siracusa).
Durante il summit è stato ribadito che lo stanziamento iniziale di 100 milioni di euro, deliberato con lo Stato d’Emergenza per Sicilia, Sardegna e Calabria, rappresenta “solo la prima risposta”. Il Governo ha confermato di essere al lavoro per la definizione di un apposito decreto-legge che assegnerà le risorse necessarie alla ricostruzione, una volta che si avrà un quadro definitivo e una quantificazione esatta dei danni causati dal maltempo.




