Aggiornato al 12/06/2026 - 09:54
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Parco conteso

Parco degli Iblei, Auteri frena gli entusiasmi dopo il TAR: «Sentenza viziata, faremo appello»

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Il deputato regionale Carlo Auteri invita alla prudenza e chiede di correggere il progetto: «Nessuno è contro il Parco a prescindere, ma servono equilibrio e buon senso per non penalizzare l’agricoltura»

Il deputato regionale della DC, Carlo Auteri, è intervenuto sulla recente sentenza del TAR relativa all’istituzione del Parco degli Iblei, invitando alla massima prudenza chi in queste ore sta parlando di vittoria politica e di traguardo definitivo.

Secondo il parlamentare all’Ars, non c’è nulla da festeggiare se l’assetto finale dell’area protetta non tiene conto del reale tessuto economico e sociale del comprensorio. Il punto centrale della contestazione non è mai stato l’opposizione ideologica alla riserva naturale in quanto tale, bensì la necessità di correggere i confini originari del progetto, modificando sia i vincoli di gestione sia le zone di rispetto.

L’esponente della DC evidenzia quelli che definisce evidenti profili critici del pronunciamento dei giudici amministrativi, riscontrando forti anomalie procedurali e di merito.

I punti deboli della sentenza sollevati dal deputato regionale:

  • Le istituzioni escluse: secondo l’analisi legale della DC, l’atto non risulterebbe aver considerato adeguatamente le posizioni ufficiali espresse dagli enti di area vasta;

  • I terreni dei consorzi: il Libero Consorzio Comunale di Siracusa e il Libero Consorzio Comunale di Ragusa sono attori primari della vicenda, anche in quanto legittimi proprietari di ampie porzioni di terreno inserite nei vincoli;

  • Il danno al territorio: la mancata revisione dei confini strutturali rappresenta un’occasione persa sotto il profilo amministrativo, agricolo e dello sviluppo urbano.

«A nostro avviso la sentenza presenta vizi importanti – spiega l’onorevole Carlo Auteri –. Nessuno ha mai detto “no” al Parco degli Iblei a prescindere. Abbiamo sempre chiesto, con chiarezza e determinazione, di modificare la perimetrazione e alcune regole restrittive, affinché il Parco potesse diventare davvero uno strumento di tutela e sviluppo, e non l’ennesimo vincolo calato dall’alto».

La battaglia per la rimodulazione dell’area protetta deve superare gli steccati ideologici dei singoli partiti, trasformandosi in una vertenza territoriale di stampo prettamente economico.

Per questa ragione, Auteri ha lanciato un appello formale a tutti i colleghi parlamentari eletti nelle province di Siracusa e di Ragusa, sia di maggioranza che di opposizione, per fare blocco comune a Palermo. L’obiettivo è presentare un documento d’indirizzo unitario che tuteli le aziende agricole e zootecniche della zona iblea, spaventate dalle future restrizioni.

Il documento della DC respinge con forza l’accusa di voler danneggiare il patrimonio boschivo e paesaggistico delle province del Sud-Est siciliano.

La tutela dell’ambiente non deve viaggiare su binari separati rispetto alla sopravvivenza delle comunità rurali e delle attività produttive artigianali.

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