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Protezione Civile a Siracusa, Fratelli d’Italia: “Soli 5 addetti, sicurezza a rischio”

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I consiglieri comunali Paolo Cavallaro e Paolo Romano preoccupati dai contenuti delle risposte ricevute all’ultima interrogazione: “La Protezione civile non è un settore accessorio, presidio della sicurezza collettiva”

Un quadro definito “preoccupante” e una struttura operativa che rischia di non poter garantire un intervento immediato in caso di necessità. È un duro atto d’accusa quello lanciato dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia (attraverso i consiglieri Paolo Cavallaro e Paolo Romano) sullo stato di salute della Protezione Civile di Siracusa, a seguito delle risposte ottenute dopo l’ultimo question time a Palazzo Vermexio.

Il dato più allarmante emerso dai chiarimenti dell’Amministrazione riguarda la pianta organica. Viene infatti ammesso formalmente che il settore strategico della Protezione Civile dispone attualmente di sole cinque unità.

Un numero di impiegati considerato del tutto insufficiente, al punto da rendere impossibile persino l’istituzione dei turni di reperibilità. L’Amministrazione stessa ha riconosciuto che da anni viene richiesto un incremento di personale e una maggiore dotazione economica, istanze finora rimaste inascoltate. Il rischio pratico, sottolinea FdI, è gravissimo: in caso di evento improvviso, la macchina dei soccorsi comunali potrebbe non avere i numeri per attivarsi con immediatezza.

Oltre alle carenze di organico, il gruppo consiliare denuncia il totale silenzio in merito all’attuazione di importanti mozioni già approvate dal Consiglio comunale di Siracusa:

  • Mozione n. 28 (21 febbraio 2024): in materia di prevenzione e gestione dell’emergenza incendi;

  • Mozione n. 186 (15 novembre 2024): relativa alle aree di emergenza, che prevedeva l’installazione di punti luce e acqua nelle aree di attesa, oltre all’istituzione della Giornata della Protezione civile.

Un altro fronte di forte polemica riguarda la comunicazione alla cittadinanza in caso di calamità. A distanza di anni dall’ultima distribuzione delle brochure informative (e dopo lo spreco di risorse pubbliche per materiale stampato e mai consegnato), gli uffici stanno ancora “valutando” se procedere a una nuova distribuzione cartacea, ritenendo sufficienti i social network e i comunicati stampa.

Una visione che Fratelli d’Italia bolla come “miope”, ricordando due fattori cruciali:

  1. Digital divide: Esiste un’ampia fascia della popolazione (soprattutto anziana) che non utilizza i social o non ha dimestichezza con gli smartphone.

  2. Blackout delle reti: In caso di grave evento sismico o calamità naturale, le reti internet e telefoniche sono le prime a collassare. L’unico strumento immediatamente consultabile resterebbe proprio il manuale cartaceo con le indicazioni sulle aree di attesa e le misure di autoprotezione.

«La Protezione civile non è un settore accessorio: è il presidio della sicurezza collettiva – concludono Cavallaro e Romano –. La cronica mancanza di personale, l’assenza di risposte e i ritardi nella pianificazione rappresentano segnali di una preoccupante sottovalutazione. Su questo terreno non sono ammesse distrazioni né rinvii: la sicurezza impone scelte chiare, immediate e strutturali».

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