Alla vigilia del voto in Consiglio, l’associazione richiama autonomia decisionale e cita il ruolo dell’On. Giuseppe Carta nel dibattito politico cittadino
Alla vigilia del decisivo Consiglio comunale chiamato a discutere la mozione di sfiducia al sindaco Lo Faro, l’Associazione Politica Culturale Lentini Futura interviene nel dibattito politico cittadino esprimendo preoccupazione per le modalità con cui si starebbe delineando la successione amministrativa.
Il voto in aula potrebbe rappresentare un passaggio determinante per l’assetto politico cittadino: qualora la mozione dovesse essere approvata con 10 voti favorevoli, si determinerebbe la fine del mandato del sindaco Lo Faro.
Nel comunicato diffuso oggi, Lentini Futura parla di “manovre politiche” che, secondo l’associazione, sembrerebbero prescindere dal confronto con le forze civiche e sociali del territorio lentinese.
In particolare, nella nota viene indicato come “ormai evidente il tentativo dell’On. Giuseppe Carta di imporre una sua ‘personale regia esterna’ sulle sorti di Lentini, prefigurando candidature — come quella circolante dell’Avv. Antonella Lo Presti — che, pur nel rispetto dei profili professionali, appaiono come espressione di un disegno politico maturato lontano dai confini della nostra comunità”.
Il coordinatore di Lentini Futura, Enzo Nicastro, dichiara: “Lentini non può e non deve diventare una succursale amministrativa di altri centri della provincia. Avvertiamo il rischio concreto che l’imposizione di una figura di stretta fiducia del deputato di Melilli risponda alla volontà di replicare a Lentini un modello gestionale già visto, orientato più al controllo dei flussi finanziari legati al settore dei rifiuti e dei fondi regionali che al reale rilancio del nostro tessuto socio-economico”.
Nel comunicato si fa riferimento anche alla questione dei rifiuti, “dalla gestione di Grotte San Giorgio alle royalties ambientali”, e all’accesso ai fondi regionali, temi che – secondo l’associazione – “non possono essere gestiti con logiche di ‘mano libera’ o deleghe in bianco conferite a chi risponde a logiche di partito extratemporali”.
Lentini Futura auspica che, oltre la fine dell’esperienza amministrativa Lo Faro, “se così sarà”, si apra “una fase costituente autentica, dove il baricentro delle decisioni torni a essere Palazzo Scammacca e non le segreterie politiche di Melilli o i corridoi dell’ARS”.
La nota si conclude con un appello: “Chiediamo dignità per la classe dirigente lentinese e rispetto per i cittadini. Siamo pronti a dialogare con chiunque metta al centro un progetto di autonomia e competenza, ma ci opporremo fermamente a ogni tentativo di trasformare la nostra città in un satellite di interessi politici altrui”.



