Promossa dal Comune e dalla Cooperativa San Martino, l’iniziativa ha consentito a sei giovani tra i 18 e i 21 anni di acquisire autonomia professionale e competenze relazionali
Un percorso concreto verso l’autonomia e l’integrazione professionale. A Siracusa si avvia alla conclusione una delle esperienze più significative dedicate al pre-inserimento lavorativo di giovani affetti da disturbo dello spettro autistico. Promossa dal Comune in co-progettazione con la Cooperativa Sociale San Martino e finanziata dal Dipartimento Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali, l’iniziativa rappresenta una sezione mirata del più ampio progetto “Binario 9 e ¾”.
L’intervento ha coinvolto sei ragazzi appartenenti alla fascia d’età compresa tra i 18 e i 21 anni, una fase cruciale in cui la transizione verso la vita adulta richiede risposte mirate per contrastare l’isolamento e favorire l’inclusione nel tessuto produttivo. Nell’arco di dieci mesi, i partecipanti sono stati inseriti all’interno della struttura operativa del centro di riabilitazione della Cooperativa San Martino, cimentandosi in contesti di lavoro reali e affiancati da operatori specializzati.
Tra le mansioni svolte spiccano la gestione della segreteria, l’archiviazione e la digitalizzazione dei documenti, ma anche il primo contatto e l’accoglienza dell’utenza, sia di persona sia telefonicamente. Un’esperienza sul campo che ha permesso di potenziare le abilità comunicativo-relazionali, la pianificazione dell’agenda personale e la strutturazione di strumenti fondamentali per l’accesso al mercato del lavoro, come la redazione guidata del curriculum vitae e della lettera di presentazione.
I risultati raggiunti, che confluiranno nel report finale, attestano un sensibile miglioramento nei livelli di autodeterminazione, autonomia organizzativa e fiducia personale. Il progetto “Binario 9 e ¾” — che complessivamente risponde ai bisogni di 60 ragazzi di varie fasce d’età nell’ambito dello sviluppo delle abilità sociali — dimostra come la cooperazione tra istituzioni locali e privato sociale possa strutturare modelli efficaci di welfare generativo, capaci di trasformare la fragilità in risorsa per l’intera comunità.












